Scena I.—Pag. 161.
Il vituperio
Sulla legge Licinia!
Questa legge insieme ad altre molte suntuarie prescriveva un limite alle spese de’ banchetti. Giulio Cesare tentò di riporla in vigore, ma inutilmente; cadde ben presto in dimenticanza, e il lusso de’ conviti divenne smisurato. Il lettore può consultare su tale argomento Petronio, Cena di Trimalcione.
Scena I.—Pag. 166.
Medic’arte
Nulla può contro quella di Locusta.
Locusta fu celebre compositrice di veleni al servigio della casa imperiale. Essa somministrò la bevanda che uccise Britannico, ed avvenne che, operando lentamente questa bevanda, Nerone fece chiamare a sè l’avvelenatrice, e la percosse con le sue mani, rimproverandola di aver dato a Britannico non un veleno ma un rimedio contro i veleni (Svet. XXXIII). Dopo la morte dell’imperatore fu presa, giudicata, e data al carnefice.
Scena IV.—Pag. 177.
Eccomi solo! ecc.
La maggior parte de’ pensieri espressi in questo monologo sono storici.