E il mio padrone?

NERONE

Io son padrone
Di tutti e, se n’ò voglia, sopra un dado
Posso giocare tutte le province
D’un tributario Re.

EGLOGE

Dunque son io
Libera?...

NERONE

Più che libera, tu sei
In queste sale imperatrice; io vesto
La tua persona con la luce mia,
E innanzi a te come d’innanzi a Diva
Roma si prostrerà per adorarti.
Schiava per ora, dal tuo ciglio schiavi
Tutti dipenderanno; e sapïenza
Fu degli antichi se inalzaron templi
E votive corone alla bellezza!
Danza frattanto. Sofocle m’aspetta,
Sofocle ch’ò svegliato dal sepolcro
Perchè con la mia voce un’altra volta
Insegni dalla scena i luttuosi
Fati del figlio di Giocasta.

(Nerone esce)