Schiava!
EGLOGE
Se tal non sei, meglio per te.—Poc’anzi
Io pure ero una schiava, e occultamente
Piangeva questo mio giovane tempo
Che il padrone spendea siccome il pazzo
Spende la sua moneta; or però sciolgo
Libere danze, e il mio vasto teatro
È la casa di Cesare.
ATTE
A lui devi
La libertà?
EGLOGE
A lui.—Perchè mi guardi
Così?... Quanto son truci gli occhi tuoi!
Tu mi metti spavento.
ATTE
(prendendo affettuosamente per le mani la saltatrice)