Odi! rivela
Ogni tuo detto un’infantile e gaia
Natura—e vo’ salvarti.
EGLOGE
Vuoi salvarmi?...
ATTE
Ritraggi il piede, o folle giovinetta,
E non danzar sull’orlo d’un abisso.
Sai tu bene chi sia questo Nerone
Che ti chiamava a sè? Fidi tu forse
Nelle impromesse sue?—Lieta di fiori
Tu fingi innanzi a’ passi tuoi la strada,
Ed ahi! t’è ignoto che in cotesta casa
I fiori stessi ne’ loro profumi
Accolgono la morte!—Va, fanciulla,
Al tuo Dio salvatore offri un incenso,
Nè rivolgerti indietro a rimirare
L’incantato palagio. Sopra l’uomo
Ch’abita qui, signore delle genti,
Non tiene imperio che una donna sola.
EGLOGE
E cotesta felice?
ATTE
Ti sta innanzi,
O fanciulla; son io.