Nonpertanto riconosco me stesso, e so che gli applausi mi sono dovuti in parte minima, perchè furono dati unicamente come sprone a far meglio.
E procurerò di fare questo meglio, aiutandomi Dio o la fortuna, la volontà e i tempi.
Non risponderò a tutte le critiche, e solamente osserverò che queste furono sempre cortesi, rispettose, e scritte, come suol dirsi, coi guanti. D’altra parte ciascun scrittore criticando o lodando secondo un diverso punto di vista, da questo giudizio emerge una diversità di elogi e di biasimi che mettono nell’imbroglio il povero autore, il quale spesso si trova lodato e criticato sulla stessa scena, sullo stesso personaggio, sullo stesso verso.
Ma una critica quasi universale mi fu fatta, ed è la seguente:
Questo Nerone è sempre un artista e mai imperatore.
A questa critica risponderà Nerone stesso, il quale in sul morire esclamò: Qualis artifex pereo, e non qualis imperator! Segno evidente ch’egli teneva più all’arte che all’imperio.
L’uomo politico infatti è nullo nel Nerone storico. Tutta la sua vita fu spensieratezza, e, benchè padrone del mondo, la traeva alla giornata come uno scioperato qualunque che non à cosa alcuna da perdere. Non capitanò mai eserciti, benchè spesso si mostrasse geloso dei loro conduttori, ma era gelosia momentanea; se li avesse avuti sotto la mano, li avrebbe uccisi; avendoli lontani, li dimenticava. Sacrificò le sue vittime alla scoperta, senza raggiri, tranne sua madre, donna sotto ogni aspetto assai peggiore del figlio. La dignità personale non seppe mai cosa fosse. Ritornando da Napoli in Roma, e udita la ribellione di Vindice, disse sorridendo: Andremo, se Vindice ce lo permetterà. In un terribile proclama fatto agli eserciti di Spagna contro di lui erano numerati uno per uno i suoi delitti, ed egli non si adontò d’altro che d’essere chiamato col nome d’Enobarbo (barba di bronzo), soprannome dato ad uno de’ suoi maggiori e rimasto in famiglia.
Di altre debolezze di carattere e d’infamie infinite bisogna tacere per pudore.
L’imperatore dunque, uomo grave, politico, avvolto dignitosamente dal capo ai piedi nella sua porpora, può esistere nella mente di molti, ma non si trova nell’istoria.