MUCRONE (al mercante di schiavi)
Pure è tua merce.
EULOGIO
Nè la pagasti più di ciò che vale.
MUCRONE (a Nevio)
E de’ Questori cosa avvenne?
NEVIO
Ridono
Anch’essi sulla fame della plebe.—
Udite questa: all’ora del tramonto
Oltre il ponte Sublicio io me ne giva
Lungo la via del Tevere, e là dove
Si calano le merci dalle navi
Veggo una turba immensa che s’affolla
Sulla riva, gridando: benedetto
Sia Nerone!—Eran donne con i loro
Bambini fra le braccia, eran fanciulli,
Ed uomini dipinti dal pallore
Della fame. Quel grido era speranza
Che in una nave, giunta poco prima
Dall’Egitto, il frumento s’accogliesse
Tanto desiderato.—Ahimè, ben presto
Quella speranza si mutò in feroce
Urlo d’imprecazione e di minaccia:
La nave Alessandrina andava carca
Di certa polve destinata all’uso
De’ gladiatori imperïali!
PETRONIO