SCENA VIII.
Nerone, Atte
NERONE
Che da questo nappo,
Come dai labbri d’una cara donna,
Mi sia dato di suggere l’obblio
D’ogni uman fastidio!... Il nappo pieno
È il maggior dei poeti—e dagli acuti
Effluvi della magica bevanda
Si crea nell’aria il sogno dilettoso
Ch’inebria la mente e ingiovanita
L’eleva al regno della poesia!—
Mi piace la taverna; quando ride
Il mio pensiero, anch’essa mi risplende
Come il triclinio imperïale.
(Volgendosi, e vedendo Atte
ch’è rimasta sempre silenziosa in fondo della scena)
E stai
Lì muta?
ATTE
Ascolto.
NERONE