NERONE
E tu, Atte, mi sei
In ogni giorno più odïosa.
ATTE
E ardisci
Di dirlo a me?
NERONE
Perchè stupirne? il vero
Emerge dalle spume del Falerno,
Come Venere un tempo uscì da quelle
Del mare... Ma non farne grave conto;
Benchè odïosa, eserciti dominio
Sulla mia volontà.—Tu ridi?—Ancora
Non ò potuto ucciderti!
ATTE (andando con impeto d’ira verso Nerone)
Malnato,
Ed ài fidanza che non sorga alcuno
Che possa uccider te?
NERONE (retrocede spaventato)
Quale maniera
D’argomentare è questa?... Ed io son solo,
Per Ercole! e potresti... Olà, soldati!...
È strano, mi si muove sotto i piedi
La terra... E niuno m’ode...—I pretoriani...
Menecrate!...