Il popolo d'attorno alla Simona, udendo le sue parole, e vedendo i suoi atti così disperati, e la temperata e grave risposta del maestro, se ne commosse; e seguitando ella il maestro, o volendo pur dire, la famiglia del vicario del duca, volle metterle le mani addosso. Allora si levò un poco di rumore tra la gente d'attorno, e la Simona strillava orribilmente, che non voleva lasciarsi menar presa. A un tratto si ode dal lato opposto una voce:
— Muora la famiglia del vicario.
Ed in un altro punto:
— Viva maestro Cecco d'Ascoli: su, brigate, liberiamolo da costoro.
E molti del popolo già levavano il rumore. La famiglia del vicario, udendo tali grida, si mise in forte sospetto, e tutti si volsero verso là dove il rumore si faceva, e pensarono prima di tutto ad assicurarsi del reo, il quale non dava segno veruno nè di speranza, nè di paura: ed in questo fru fru della famiglia, potè la povera Simona, un poco da sè e un poco ajutata, svignare dalle unghie di uno de' famigliari dei vicario che già l'avea ghermita, e ritrarsi salva alle case de' Cavalcanti, di lì poco discoste. Il rumore intanto si faceva grande, benchè molto popolo per la paura fuggisse chi qua chi là; e la famiglia avea gran fatica a schermirsi dalla furia dei non pochi assalitori, i quali a lungo giuoco l'avrebbero sopraffatta, e toltogli Cecco dalle mani, se tosto non accorrevano parecchi fanti del podestà, all'apparir de' quali coloro che avevano levato il rumore, vedendo di non potere in modo veruno resistere, fuggirono chi per un verso e chi per un altro; ed il rumore fu tosto acquetato, e il maestro riprese il doloroso viaggio.
Venuto alla piazza del Grano[37], essendovi molte donne alla finestra, e tavolieri, e gente che giocava, gli dicevano:
— Pentiti, pentiti.
E Cecco senza ira e senza paura:
— Pentitevi voi de' peccati, delle usure e degli altri brutti vizj.
E uno fra gli altri gli andò dando molta briga per più d'una balestrata, dicendogli: