— Non voler morire: pentiti; rimanti dei tuoi errori.

Ed altri:

— Sciagurato! tu hai il diavolo addosso, che ti trascina alla morte.

E così in più punti del suo ultimo doloroso cammino chi gli diceva una cosa, e chi un'altra: esso rispondea sempre più costantemente che mai, e sempre mostravasi più impavido.

Quando fu in sulla piazza de' Priori (oggi della Signoría) quivi era andato a vederlo passare anche monna Simona, la quale, tra gente e gente, erasi ficcata molto innanzi; e sulla piazza medesima era appostato il valletto di messer Guglielmo coi suoi compagni, per tentar di levar rumore, e vedere se in quel subbuglio venisse lor fatto di liberar il maestro. La vecchia a cui maestro Cecco passò molto da vicino, vedendolo a quel modo lacero e malconcio, si sentì proprio serrare il cuore, ricordandosi in quanta stima l'avea veduto tenere dal suo sere, ed anche dal bel cavaliere; sicchè non si potè tenere che la non facesse un acuto strillo; e poi non dicesse ad alta voce:

— Oh Dio! come l'hanno condotto! che strazio hanno fatto di un tanto maestro!

E voltasi poscia a lui proprio:

— Maestro Cecco, riconoscetemi voi? Deh! maestro, non vogliate morire! fuggite dalle mani di cotesti cani.

Il maestro le si volse benignamente, dicendo:

— Buona Simona, il vederti mi è consolazione. Non piangere su me, piangi sopra i miei nemici.