— Ed io ebbi novella come tu eri ita sposa ad un altro.

Qui la Bice diventò rossa come di fuoco, e con amaro sorriso, scioltasi da lui, esclamò:

— Povero mio cuore, come lo hai mal compreso!...

— Che vuoi? mia diletta: io non restava mai, o vicino o lontano, di pensare a te: in guerra, nelle ambascerie, alle corti dei grandi, tu sempre mi eri nel pensiero; nè vittoria, nè plausi mi piacevano senza di te, e lettere mandava ogni volta che se ne porgeva occasione; nè mai dopo il primo anno ebbi veruna risposta, se non la novella del tuo matrimonio!...

— Ma io sospettai spesso quel medesimo; e se volessi dirti lo strazio che provava il mio cuore, non troverei parole che potessero significarlo a mille miglia. Mio padre, che sai non può acconciarsi a vedermi amare un straniero, mio padre aveva appostato vedette per tutto; e così vegliava ogni mio atto ed ogni mia opera, che gli venne fatto di aver per le mani così i fogli che tu scrivevi a me, come quelli che io a te scriveva. E forse ti si mandò ad arte la novella del mio sposalizio. Questo si seppe pur ieri da quel frate, che fu alimento principale della gelosía di mio padre; e che non so come a un tratto si diede così efficacemente a secondare il nostro amore.

— Opera di maestro Cecco d'Ascoli, di cui frate Marco è discepolo.

— Oh Dio! Chi è questo maestro Cecco? Quello per avventura che il popolo nostro chiama Cecco Diascolo? Ah mio Guglielmo, perchè mescolare un negromante nelle cose nostre? Io ho paura.

— Negromante lo crede il volgo, perchè fa cose di gran prodigio; ma queste sono frutto del suo lungo studio, e della sua altissima scienza. Pon giù, Bice mia, ogni timore: pensiamo solo ad amarci: forse tuo padre rimetterà a poco per volta da quella sua troppa avversione; il cuore mi dice che saremo felici.

— Ah! e il mio cuore no...

— Che cosa sono codesti tristi presentimenti? Bice mia, non turbiamo con foschi pensieri la nostra presente gioja. Amiamoci; speriamo. Anche lassù non può dispiacere il nostro amore così grande, così puro: Dio stesso sarebbe crudele, se lasciasse che si turbi o si rompa.