Guglielmo fe cenno col capo di assentire alle parole del frate, il quale continuò:

— In questo per altro sono d'accordo col maestro, che per ogni via si tenti di far nostra la badessa; e di ciò io non dispero, perchè l'opera in sè è onesta e meritoria; e poi ancora perchè quella donna è di animo gentilissimo, e si sa che anch'ella fu nella sua gioventù rinchiusa per una violenta passione d'amore; e naturalmente, come non ignara del male, deve avere imparato a soccorrere e ad aver compassione de' miseri. Ma non c'è tempo da perdere: facciamo dunque di metterci tosto in cammino, chè messer Geri me ne ha gravato strettamente.

Rimasero pertanto che la sera medesima sarebbero tutti e tre insieme (perchè anche Guglielmo poteva ben montare a cavallo) andati dal prete di Settimello, e che la mattina appresso sarebbero difilato andati in Mugello; e ciascuno, chi per un conto e chi per un altro, faceva assegnamento quasi certo sul buon esito di questa impresa.

CAPITOLO XXIV. DA SETTIMELLO IN MUGELLO.

Sere Gianni, priore di Settimello, era in quel giorno nel suo piccolo orto dietro la canonica con la sua brava Simona, e stavano ambedue sollecitamente curando gli erbaggi e le piante, nettando qui, mozzando là, sbarbando, sarchiettando e facendo tutte quelle diligenze che sogliono i buoni e diligenti cultori.

— Guarda, Simona, insalatína gentile che è questa! svèlline un par di cesti, chè ce la mangiamo stasera con quegli anitroccoli arrosto.

— Ecco fatto, messere! ci va unito un pochino di pepolino, che sarà la mano di Dio, massimamente con quell'aceto che abbiamo noi. Oh! quello è proprio una delizia. E non fo per dir che l'ho fatto io, ma un aceto come quello, sfido il primo signor di Firenze ad averlo.

— Tu l'ha' fatto tu fino a un certo segno. È che nel caratello ci si è messo del vino buono.

— E il caratello chi l'ha ridotto in quel modo? e la madre dell'aceto chi l'ha saputa conservare? e tutte le seccature che ci vogliono per condurre a bene la cosa chi l'ha sofferte? Non lo sapete che un caratello d'aceto bisogna avergli una cura come a un figliuolo?

La Simona dicea queste parole con alquanta stizza; e il prete, benchè quel paragone del figliuolo gli paresse un po' strano e da riderne, e benchè gli paresse troppo esagerato quel vanto dell'aceto buono, tuttavía si guardò bene dal ridere e dal rimbeccare quelle millanteríe della Simona, perchè sapeva che contraddicendola non l'avrebbe finita più; e cercò di mutare adagio adagio discorso: