— Sicuro, gua', lo dico anch'io che senza molta diligenza può guastarsi e caratello ed aceto, ed a me questo graverebbe troppo; chè un po' d'aceto buono in una casa è un gran che. Dunque, viva le mani della mia Simona: ce ne faremo onore quando ritorna qui frate Marco con maestro Cecco...
— Chi? quel negromante?
— Ma che negromante! Frate Marco non è uomo da bazzicar negromanti..... E sì che, a quel che mi dissero partendo, e' dovrebbero a quest'ora esserci già ritornati.
— Ah! non è un negromante e un mago, è vero? O quel piccione cotto che rimesse le penne e volò? o quel vino che diventò acqua? o quella roba che sparì dal tagliere? ditemi un pò, messere, poteva essere altro che opera del diavolo?
— Ti ho detto un'altra volta, e ora te lo ripeto, che il piccione era di quelli della piccionaja, e che le altre cose si possono fare per iscienza comune. E poi, o non gli feci anche tutti gli esorcismi nelle regole?
— Gli esorcismi son belli e buoni; ma spesso lasciano il tempo che trovano. Alle volte il diavolo ne sa più del prete, e sta duro, e gli ride sul muso: alle volte il prete è impeccatito, e allora gli esorcismi non attaccano.
— Ma io non era impeccatito! Simona, questo non è onesto a dirsi da te.
E la Simona, che quel giorno era in vena, e che voleva rifarsi un po' del prete, perchè le aveva negato l'abilità dell'aceto, e garritala di non so che per il desinare della mattina, le cominciò a sfilar la corona così:
— Messere, non dico che siate un peccatoraccio come questi mondani; ma ecco, non credo nemmeno, a dirla qui tra noi, che vo' siate uno stinco di santo, da dovere i diavoli scappar via al solo udir la vostra voce. I' v'ho sentito tante volte predicare a' vostri popolani contro il peccato della gola, e portare a cielo le astinenze e' digiuni: e con loro ve lo potresti anche risparmiare, perchè, povera gente! hanno tanto a fatica da cavarsi la fame; e voi poi vi vedo continuamente studioso de' meglio bocconi, e ghiotto dei migliori vini che sappiano fare le viti di queste colline; e se qualcosa non è fatta a vostro modo la povera Simona lo sa.... E poi, messere, che sono que' presentuzzi che spesso mandate facendo alla Costanza, moglie del lavoratore qui accosto, ora il moccolo benedetto, ora un bel mazzo di agli freschi, ora il panier dei baccelli; e quando la domenica la sentite in chiesa, vo' cantate un Kirie ed un Sanctus che parete un galletto marzuolo....
In questa si sentì un calpestío di cavalli presso alla canonica, per la qual cosa il prete, affacciatosi al muro dell'orto: — E' son dessi, — esclamò; e proprio non gli parve vero, se non chi sa dove andava a parare la Simona con quella sua catilinaria. Allora il prete, rivoltosi a lei: