Come furono giunti, maestro Cecco esclamò verso frate Marco:
— La malía della damigella di messer Guglielmo doveva essere molto tenace, se tanto indugio ci è bisognato a vincerla. Ma che diavolo avete fatto sino ad ora? Noi stavamo per rinnegar la pazienza.
E messer Guglielmo nel tempo medesimo verso il prete:
— La Bice la vedeste? che è di lei? parlovvi di me?
— Ben altra malía abbiam vinto che quella della damigella; e abbiamo fatto cosa che messer Guglielmo e voi, maestro, ce ne vorrete bene a tre doppj, rispose qui il prete.
E il frate, a compimento delle parole di lui:
— La badessa è tutta per noi.
— Ma la Bice — ribattè Guglielmo — frate Marco, voi la vedeste? pensate che io ne muojo dal desiderio.
— La Bice piange e sospira; ma ogni speranza è adesso rinverdita. Dite voi, sere.
— Madonna la badessa, vinta dalle mie strette preghiere, ha consentito di scrivere a messer Geri per confortarlo a perdonare alla figliuola e consolarla del suo amore; nè dubito punto che la lettera di lei non abbia a essere efficace ed accesissima; e, unita alle persuasioni di frate Marco, non abbia a commuovere il cuore del vecchio, già disposto al perdono, e già troppo doloroso della sua desolazione e della lontananza della sua diletta Bice. Solamente vuole esser certa che messer Guglielmo ami veramente la gentile damigella, e che egli sia veramente de' più chiari lignaggi di Provenza; e vuole, prima di far nulla, conferire con esso lui. Voi dunque, bel sire, apparecchiatevi di vedere la badessa; chè forse potreste vedere anche la vostra donna, dove sappiate guadagnarvi l'animo della buona suora, che è della Bice tenerissima, e di cuore oltre ogni credere gentile ed affettuoso. Non so se nella vostra famiglia vi sieno esempj d'amori infelici; ma, se ci fossero, fate con bel modo di fargli entrare nel discorso quando la ragguaglierete del vostro lignaggio.