— Confidar segreti no — disse la badessa guardando il prete con atto risoluto — ricordatevi bene della promessa vostra.
E qui il prete chinò il capo ed alzò la mano, in atto di togliere ogni dubbio alla badessa, la quale continuò:
— Ma giovarsi al bisogno del suo consiglio. Dite dunque il disegno vostro.
— Io direi di significare ai tre miei compagni, come voi, vinta dalle mie preghiere, consentite di essere benigna alla Bice, e di interporvi con suo padre, sì veramente che vi accertiate prima delle qualità, della nobiltà e della lealtà del cavaliere suo amante, e che l'amore di lui sia solo a buono e ad onesto fine; che il cavaliere volete vedere ed interrogarlo, per voler esser certa di ciò. Egli verrà; lo interrogherete minutamente: e così servirete voi stessa e la Bice ad un'ora, senza che altri possa trapelar nulla; dove per altro non vi lasciate vincere da voi medesima, mostrando di fuori le passioni che dentro possono turbarvi nel colloquio che avrete con Guglielmo.
— Di ciò posso assicurarmene; chè già la prossima speranza di essere tolta da ogni dubbio dal cavaliere, ha temperato molto l'ardore che mi fece quasi delirare. Ora ardo solo d'impazienza; e però, sere Gianni, fate che la cosa abbia pronto effetto.
CAPITOLO XXVII. SI VEDONO.
In questo mezzo tempo frate Marco aveva fatto le sue orazioni sopra la Bice, le quali, com'era naturale, aveano lasciato il tempo che trovarono; e mentre usciva dall'oratorio, dove la fanciulla rimase aspettandovi la badessa, come essa avealo imposto, s'abbattè nel prete, che giusto veniva in cerca di lui: ed appena lo vide, gli disse tutto lieto nel volto:
— Frate Marco, la badessa è nostra....
— Come è questo? Come avete operato tanto miracolo?
— Di ciò non vi caglia. Andiamo tosto dagli amici che aspettano là nella chiesa di S. Nicolò — e mossi senza indugio, furono a S. Piero in meno che non si dice.