— Rispetto al veder messer Guglielmo è agevole cosa, chè egli è qua alla chiesa di San Niccolò con maestro Cecco a adorare le mura di questo monastero. Il farlo salvo il decoro e la dignità vostra richiede molta accortezza e molta prudenza. Del non appalesarsi nulla, sta tutto in voi, madonna, e nel come vi sentite forte di ascoltare senza commuovervi troppo, quello che il cavaliere potesse dirvi.
— Preparata come io sono, e vinto questo primo commovimento d'animo, io mi sento forte abbastanza. Pensate voi al rimanente.
E il prete, stato un poco sopra pensiero, e veduto che questo era il modo certo da assicurare il buon esito dell'amore della Bice, disse:
— A fare quanto chiedete bisogna che vi porgiate benigna all'amor della Bice.
La badessa guardò il prete con quello stesso sguardo di quando le parlava frate Marco; ma questa volta il prete aveva buono in mano, e non gli venne meno il coraggio come allora; il perchè continuò:
— Madonna, voi confessate che nella Bice vedete un'altra voi, ed ora anch'io ce la vedo. Non vi sentite dunque volta al suo bene?
— Sì, — disse la badessa con profondo sospiro, — ma....
— E che vi ritiene? Non è egli ufficio di santa e prudente donna il salvare dalla disperazione tre cuori gentili? Altro non si richiederebbe che scrivere una lettera a messer Geri, per ora, e tenere a buona speranza i due giovani. E se no, che altra via c'è egli da condur qui Guglielmo?
— E quel maestro Cecco, che qualità di persona è egli? — domandò la badessa.
— La più sapiente, discreta e amorevol persona che mai conoscessi: ha onorato luogo alla corte di monsignor lo duca, e di messer Guglielmo è amicissimo. Uomo da confidargli ogni gran segreto.