—Va giù dallo speziale, e pígliami una lira di píllole bachícche.

Il cameriere, lombardo anch'esso, dubitando di scordarsi il nome delle píllole, che ad esso pareva strano, pregò il padrone che glielo scrivesse su un po' di carta; e il padrone glielo scrisse, accertatosi prima, col vocabolario alla mano, di scriverlo bene. Arrivato alla speziería, dove erano a cròcchio tre o quattro medici, per parer uomo franco, non diede il foglio allo speziale; ma, ricordandosi bene il nome delle píllole, che nello scender le scale aveva letto e riletto più volte, così di punto in bianco, dice a voce piuttosto alta:

Una lira di píllole bachícche.

Que' medici a tal nome alzano tutti il capo; e lo speziale, dubitando di aver franteso, domanda:

—Píllole come?

E quell'altro:

—Bachícche, bachícche.

Qui i medici danno in una gran risata; ma lo speziale, che era uomo risoluto:

—O giovanotto, che venite qui per canzonare? Badate, potreste averci poco gusto.