La Lena fece un sorriso, porse la bocca da baciare al marito, e in quel bacio spirò.

Questa Lena è símbolo dei Dinisti; e anch'io, per non vederne morir qualcheduno, bisognerà che all'ultimo dia al capo Dinista un bel bacio, esclamando:

—Sì, povera Lena, eran merli.

NOVELLA IV.

LE PÍLLOLE BACHÍCCHE.

Molti Fiorentini debbono ricordarsi di quel signore, con quella bella barba bianca che gli scendeva fino sul petto, alto della persona, sempre nobilmente vestito, il quale la sera dalle ventitrè alle ventiquattro passeggiava su e giù per via Cavour, seguíto sempre da un suo spropositato cane di Terranuova. Egli era Lombardo; ma era innamorato di Firenze e della sua lingua; nella quale per altro non fece gran profitto, perchè il suo Vangelo era il Vocabolario della Crusca, l'Accademia era per lui la vera Chiesa cattolica, il signor Arciconsolo il vero e legittimo Papa: e la sua cieca fede andava tanto in là, che, sebbene valutasse e non impugnasse tutte quante le manifeste prove, le quali chiariscono apòcrifa la Cronaca di Dino Compagni, tuttavía, perchè la Crusca la tien vera, all'autorità della Crusca sottometteva la ragione, e diceva di tenerla vera anche lui. Ma questa sua cieca fede gli costò cara; e udite come e perchè.

Una volta, là nel 1871, il signore Lombardo, che per comodo chiamerò Girolamo, era maledettamente infreddato, con una tosse che non gli dava rèquie un momento; e come tutta la quinta impressione del Vocabolario della Crusca egli l'aveva sulla punta delle dita, così, ricordandosi che essa alla voce Bachícco, insegna che certe Píllole bachícche son buone per la tosse, chiama il suo cameriere e gli dice: