NOVELLA V.

LA DISCREZIONE DE' FRATI.

Quando si vuol tassare di indiscreta una tal persona, gli si suol dire che la sua è discrezione da frati. Con molti esempj si potrebbe chiarire tal dettato familiare: io voglio darvi il seguente, come me lo ha raccontato un legnajuolo fiorentino. Udite.

Una mattina gli cápita a bottega un fratone zoccolante:

—Maestro, buon giorno; e cava fuori dalla manica la scatola del tabacco, offrendone una presa al legnajuolo, il quale, dopo avergli reso il buon giorno, lo ringraziò.

—Scusate, maestro, disse allora il frate: che ci avreste da darmi un pezzetto di legno, lungo un dito o così?

E il legnajuolo: