—Volentieri, padríno. E trovato il legnòttolo, glielo porge con buon garbo.

—Dio vi rimèriti e S. Francesco—dice il frate; e si volge per andarsene; ma, come se gli venisse in mente una nuova cosa:

—A propòsito, disse, giacchè qui avete tutti gli arnesi, me lo potreste piallare un pochino.

E il maestro pialla, e riduce al pulito.

—Ecco, séguita il frate, ora ce ne vorrebbe un altro pezzetto simile, un poco più corto: vi rincrescerebbe a farlo per l'amore di S. Francesco?

E il legnajuolo, che era un buon cristianello, storse[29] un poco, ma trovò l'altro legnòttolo, e piallátolo, lo dette al caro frate; il quale, simulando vergogna:

—Proprio mi rincresce d'incomodarvi; ma, oramai che siete stato tanto buono per me, scusate, fatemi una tacca quadra quassù a un terzo del legno più lungo, e un'altra simile nel mezzo de' mezzi al più corto[30].

Il legnaiuolo lo guardò, e fu per dirgli qualcosa di bello; ma, vedendo quella faccia impietrita del frate, si rattenne; e presi i ferri da ciò, si mise a fare le due tacche. Quando furon fatte:

—Caléttano bene?[31] domandò il frate: e l'artefice, dopo aver provato, e limato qui, e smussato là: