Fabrizio—Si crepa tutti dalla salute. Ma tu ora sei diventato un pezzo grosso davvero! e metto quasi su superbia d'esserti cognato.
Commendatore—Smetti con codeste sciocchezze. Sì, sono un poco salito; e dacchè ho avuta un'ingerenza governativa, per la quale mi bisogna trattenermi un po' qui, ho proprio caro di star qualche giorno vicino a mia sorella ed a te. Ma tu non far complimenti, chè avrai le tue faccende. Io, intanto, andrò di là dalla Giulia.
Fabrizio—Tu dici bene che le faccende non mi mancano; e per di più mi piove ora addosso la visita dell'Ispettore scolastico fatto ora di fresco!
Commendatore—E chi è questo ispettore?
Scena Quinta.
Giulia e detti.
Giulia—(correndo ad abbracciare Rodolfo) Oh! Rodolfo mio, questa è proprio una consolazione! Che fai? Come stai? Di dove vieni? Ti trattieni, eh? E starai qui da noi....
Commendatore—Benedette donne! Senti quante domande a un fiato! Sto bene. Vengo da Roma. Mi trattengo otto giorni; e non istarò da vojaltri, perchè già mi son posato alla sottoprefettura, dove ho da trattare un affare assai grave, che può tornar utile a questa città. Per altro verrò spessissimo qui da te, pranzerò spesso qui, e faremo chiaccherate lunghe un miglio.
Giulia—Insomma fa come tu vuoi, purchè tu trovi il tempo di star molto con me.