Scena Prima
(Siamo in una scuola. I giovani seduti alle loro panche; il Direttore del Ginnasio, che è pur maestro, passeggia e provvede al buon ordine.)
Direttore—Signori, stieno un po' quieti: pensino che or ora sarà qui il signor Ispettore; e che in questa scuola si farà un formale esperimento de' loro studj.
Giovane 1.º—Ma è vero, signor Direttore, che l'Ispettore è tanto ridícolo?
Direttore—Si cheti, e parli con rispetto de' superiori. Sarebbe tempo che da ora in là mettesse un po' di giudizio, e stesse un po' più sull'uomo.
Giovane 1.º—Che vuole? L'ho sentito dire...
(Entra il Custode, e consegna una lettera al Direttore, il quale legge sottovoce. I giovani in questo tempo schiasseranno tra loro.)
Direttore—Una lettera dell'Elvira? Sentiamo: «Mio caro, ti scrivo dalla mia scuola con lo sdegno nel cuore. Quel signore Ispettore, al quale ho parlato della mia súpplica al Ministro, mi ha promesso d'ajutarmi, facendo proposizioni ingiuriose al mio onore: io ho risposto come donna prudente ed onesta doveva fare; ora temo che voglia farmi del male presso i superiori. Ti avverto per tua regola. Elvira.» Ah! vile farfanícchio! vieni qui, e te lo farò vedere io come si scorbácchiano i tuoi pari. Proprio bellíno da fare il grazioso con le donne!
Giovane 2.º—Signor Direttore, ma che starà un pezzo questo signor cavaliere?
Direttore—(Pensoso e inquieto) Tra poco sarà qui.