Giovane 3º.—Ma su che c'interrogherà?
Direttore—Non dúbitino, ci penserò io. La mia scuola si deve fare onore... Anzi dobbiamo provare, se ci riesce, di mettere su disputa con questo ispettore, e fargli vedere che i giovani di Chiusi non sono talpe. Lei (accennando a uno de' tre giovani) è il più vispo della scuola, ed è uno de' più studiosi: se la sente di mettere alla prova questo signore? È un uomo come gli altri, sa!
Giovane 1º.—Lo vede, se dicevo bene?
Direttore—No signore. Lei scherniva; e i superiori non si scherniscono. Io faccio cosa lécita, perchè mi studio di far fare buona figura alla nostra scuola; e perchè, in fin de' conti, non è male che qualcuno di questi signori, i quali vengono ne' luoghi piccoli col pensiero di soverchiarci, sieno, potendo, sopraffatti. Bene: che si sente in grado lei di stare un poco a tu per tu?...
Giovane 1.º—Altro!
Giovane 2.º—Anch'io, purchè sia una cosa che so bene.
Giovane 3.º—Anch'io.
Direttore—Coraggio dunque. Lei (al giovane 1.º) è molto pratico di Dante: farò in modo che lo intèrroghi su Dante.
Giovane 1.º—Sì, sì.
Direttore—(Al giovane 2.º) E lei sa bene la storia della letteratura. E lei (al giovane 3.º) è bravo nel latino.