Giovane—Mi perdoni, signor Ispettore: Virgilio accompagnò Dante per tutto il Purgatorio: que' versi, da lei per isvista citati, descrivono un angelo; e Beatrice è descritta così dal poeta, là nel canto XXVII del Purgatorio quando apparisce a Dante:

Sotto candido vel, cinta d'oliva,
Donna m'apparve...
Vestita di color di fiamma viva[60].

Leone—Lo sapevo da me; e mi maraviglio che ella si metta a far il maestro a un suo superiore.

Giovane—Ma a me mi par che non lo sapesse...

Leone—Insolente! (i ragazzi ridono) Signor Direttore, (monta su tutte le furie) ella solo è responsabile dell'insulto che ricevo nella sua scuola. Il Ministro mi sentirà... E lei, signor Sindaco, farà chiudere la scuola. I giovani possono andare.

Direttore—Signori, vadano pure... (i giovani escono ridendo: il Sindaco, Rodolfo e la Giulia, si alzano)

Leone—E lei, signor Direttore, me ne renderà conto. Nella persona mia è offesa la maestà reale.

Direttore—(acceso di sdegno) Sì, mi par di sentire quella maschera d'un teatro toscano, che, essendo col suo lucernone in capo, pretendeva di tenere a freno certi suoi schernitori, dicendo che egli rappresentava S. A. il Granduca. O senta dunque che cosa le ho da dire; e questi signori mi scuseranno: e se lei, sor Ispettore, ricorrerà al Ministro, io saprò che cosa rispondere; e si vedrà chi ne va a capo rotto. Io mi maraviglio bene di un governo, che, a sindacare, e sopravvegliare le scuole, dèputa farfanícchi suoi pari, che appena sarebbero buoni a far il maestro di prima elementare; e dà persino ad essi delle onorificenze; e che non hanno altro pregio, se non quello della ciarlatanería e della più abietta servilità, di mutar casacca a ogni momento, di incensare tutti gl'idoli nuovi, e prostrarsi a tutti i nuovi padroni; di strisciare i ricchi e i potenti; di farsi largo a forza di male arti, e di viltà e umiliazioni di ogni genere: e che, mentre dovrebbero contentarsi di star ne' loro cenci, e godersi gli onori non meritati, osano di impanciarsi a parlare di cose che non sanno; e abusano vilmente il loro ministero...

Fabrizio—Signor Direttore, pensi a quello che dice: si calmi. Il suo procedere non è degno di lei.

Rodolfo—(alla Giulia) Lo sapevo che sarebbe ita a finir male. Proprio me la godo!