Leone—(entra). Son io, amor mio.

Caterina—(sottovoce) O Dio! È lei, sor cavaliere? Per carità, parli sottovoce. Oh, che ho fatto! Tremo come una foglia.

Leone—(si avvicina) Fídati di me, mia dolcissima Laura: io son qui per farti felice. Vieni, amor mio, tra le mie braccia.

Caterina—(fa la ritrosa) Senta, signor cavaliere...

Leone—Ma perchè mi tratti col sor cavaliere, e col lei? L'amore non vuol complimenti.

Caterina—Mi vergogno a darle del tu...

Leone—Ma no: fatti coraggio, anima del cuor mio... (si avvicina sempre più).

Caterina—Per l'amor di Dio, Leoncíno mio, abbi compassione di me... Sono una fanciulla onesta... Non abusare della confidenza che ho avuto in te...

Leone—Angiolo mio, (la abbraccia affettuosamente) io sarò tuo, tuo per sempre: ti adorerò proprio come le cose sante; ma calma per carità quell'ardore che ora mi avvampa. (Si sente rumore di passi).