Colombina—(Vedendo que' due abbirrucciati, si spaventa, e si getta nelle braccia del primo Compilatore. Al comparire di questa bella ragazza, la zuffa cessa: Còla va via; e Rontino lo manda via il Compilatore. Colombina quasi vergognandosi) Dio mio, che spavento! Per carità, signore, mi perdoni, se, così impaurita, mi son lasciata andare un po' troppo!

Compilatore—Anzi, grazie. (La guarda ridendo stupidamente) Un bel pezzo di ragazza come voi!... Poche volte ho avuto di queste fortune... Ma, scusate, perchè siete venuta qui?

Colombina—Sa, io sono la Colombina... Le ha lette le Commedie del Goldoni?

Compilatore—Altro se le ho lette! Come! voi siete quella vispa, briosa, e avvenente cameriera, adorata da servitori e padroni?... (Le avvince un braccio alla vita, e la Colombina gli sorride) Che posso io fare per voi?

Colombina—Qui dentro si fa quel libro, che ha in corpo tutte quelle cose... che ci son tutti i nomi; dove c'è anche Arlecchino e Brighella, mie antiche conoscenze, e mi hanno detto che lo fa lei signoría. Ma ecco, perchè si è scordato di me, e ricordatosi piuttosto di quello zótico di Còla, che nella commedia italiana è noto tanto meno di me? Eppure mi dicono ch'ella è cavalier compitissimo... Po' poi mi pare di non avere il viso vòlto di dietro.

Compilatore—(Stringe più forte, e fa pa alla Colombina) Carina mia, proprio fu una svista.

Colombina—Ma che svista? quando era alla voce Colombina, ci voleva tanto a ricordarsene? Ecco: son proprio rimasta male!... Ma spero che la troverà modo di rimediare; e mi ci metterà anche me, è vero? (Lo guarda affettuosamente)

Compilatore—Sì, carina: ti ci metterò quel che vuoi. (Stringe più forte) Ma tu sarai buona con me?

Colombina—Bonissima come le piacerà...

Compilatore—(L'abbraccia e le dà un bacio)