Comunemente si crede, che intorno all'anno 887, a' tempi di Lione soprannominato il Filosofo, da poi che il Patriarca Fozio fu scacciato dalla Cattedra di Costantinopoli, si fosse fatta tal disposizione; e Leunclavio[481] fra le novelle di Lione il Filosofo la rapporta; ma Lione Allacci[482] sostiene, che quella fosse fatta alcuni anni prima nel 813 nell'Imperio di Lione Armeno: che che ne sia, si vede per questa disposizione, quanto in questi tempi avessero i Patriarchi d'Oriente stesa la loro autorità sopra molte Chiese, e particolarmente sopra quelle di queste province, che prima s'appartenevano al trono Romano, come province suburbicarie.

Nilo Archimandrita cognominato Doxapatrius in un suo trattato De quinque Thronis Patriarchalibus[483], ch'egli scrisse nell'anno 1143 a Roggiero I nostro Re di Sicilia, per una occasione, che sarà da noi rapportata, quando de' fatti di questo Principe ci toccherà ragionare, fa vedere quanto prima possedeva il romano Patriarca, e ciò che poi fugli tolto da quello di Costantinopoli. Possedeva, egli dice, tutta l'Europa, le Spagne insino alle colonne d'Ercole coll'isole dell'Oceano Occidentale, le Gallie, l'isole Britanne, la Pannonia, tutto l'Illirico, il Peloponeso, gli Avari, i Sclavi, i Sciti insino al Danubio, la Macedonia, Tessalonica, la Tracia insino a Bizanzio, la Mauritania, l'isole del Mediterraneo, Creta, Sicilia, Sardegna e Majorica. Tutta l'Italia, cioè superiores Alpes, et quae ultra eas extenduntur: nec non inferiores Gallias, quae Italiae sunt, sive Lombardiam, quae nunc dicitur Longibardia, et Apuliam et Calabriam et Campaniam omnem et Venetiam et Provincias, quae ultra sinum Hadriaticum se se effundunt. Haec omnia, e conchiude, Romano subdebantur.

Ma da poi al Trono costantinopolitano furono sottomesse molte province e città non meno d'Oriente, che d'Occidente. I Metropolitani di Tessalonica e di Corinto si sottoposero al Patriarca di Costantinopoli, e molti altri Metropolitani ed Arcivescovi seguitarono il loro esempio: Sicilia praeterea, e' soggiunge, et Calabria se Costantinopolitano supposuerunt, et Sancta Severina, quae et Nicopolis dicitur.

Sicilia autem universa unum Metropolitam habebat Syracusanum: reliquae vero Siciliae Ecclesiae Syracusani erant Episcopatus, etiam ipse Panormus et Therma et Cephaludium et reliquae.

Calabria quoque unum Metropolitam Rheginum, reliquas vero Ecclesias Episcopatus Rheginus sibi vendicabat.

Taurianam, in qua Sancti Fantini Monasterium est.

Bibonem, cujus locum occupavit Miletum.

Constantiam, quae Cosentia nunc dicitur et reliquos omnes Calabriae subjectos.

Erat et Sancta Severina Metropolis, habens et ipsa sub se varios Episcopatus.

Callipolim: Asyla Acherontiam et reliquas: et sunt hae Ecclesiae descriptae in Tacticis Nomocanonis sub Throno Constantinopolitano.