Non pochi crederebbono, che la piccola cura la quale si vedeva nell'Ordine ecclesiastico delle cose spirituali, e 'l rilasciamento della disciplina, avesse fatto raffreddar il fervore de' secolari a donar alle Chiese, ed ai monasteri, e si fosse posto fine a nuovi acquisti degli Ecclesiastici; nondimeno non fu così, perchè quanto era diminuita ne' Prelati la cura spirituale, tanto più erano intenti a conservare i beni temporali; ed aveano convertito le armi spirituali della scomunica, che prima s'usava solamente per la correzione de' peccatori, a difesa delle possessioni temporali, ed anche per ricuperarle, se per caso la poca cura de' predecessori l'avesse lasciate perdere. Non si tennero Concilj a questa età, ne' quali, fra l'altre cose, non si pronunziassero delle scomuniche contro coloro che s'impadronivano de' beni della Chiesa, ovvero gli alienavano. Il terrore, che a questi tempi portavano al Popolo le censure, era tanto, che nessuna cosa metteva maggior spavento; ed era cosa mirabile, che i Capitani, ed i soldati, del resto scelleratissimi e senz'alcun timor di Dio, che usurpavano quello del prossimo senza alcun risguardo d'offendere S. D. M., guardavano con gran rispetto, per timor delle scomuniche, le cose della Chiesa. Da questo nacque, che molti di poco potere, desiderosi d'assicurar il suo dalle violenze, ne facevano donazione alla Chiesa con condizione, ch'ella glielo tornasse a dare in Feudo con una leggiera ricognizione. Questo assicurava i beni, che da' potenti non erano toccati, come quelli, il cui dominio diretto era della Chiesa: mancando poi la successione mascolina de' Feudatarj, come spesso avveniva per le frequenti guerre e sedizioni popolari, i beni ricadevano alla Chiesa. Quindi nacque la differenza tra' Feudi dati, ed oblati[584] di cui ben a lungo trattarono Struvio[585], Tomasio ed Erzio[586]. Quindi l'origine delle nostre papali investiture, di cui tratteremo a suo luogo, e quindi finalmente s'introdusse il costume di ricorrere non meno agl'Imperadori ed a' Principi, che a' Pontefici romani, affinchè per mezzo de' loro precetti, detti altramente mundiburdj, difendessero le possessioni poste sotto la lor protezione e custodia, minacciando agli invasori e perturbatori di quelle anatemi terribili, condennando le loro anime in compagnia con quella di Giuda traditore a pena eternale, a' sempiterni incendj dell'Abisso in mezzo a' più neri e tristi diavoli dell'Inferno; servendosi perciò di formole le più spaventose ed orribili.

In tante confusioni e disordini erano ridotti a questi tempi non meno lo Stato politico e temporale, che l'ecclesiastico di queste Province e di queste nostre Chiese, finchè non potendo più i nostri Italiani ed i Papi stessi soffrire tante calamità e miserie, si risolsero alla fine ricorrere agli ajuti d'Ottone Re d'Alemagna, il Regno del quale, siccome degli altri Ottoni suoi successori, saremo nel seguente libro a narrare.

FINE DEL VOLUME SECONDO.

[ TAVOLA DE' CAPITOLI] CONTENUTI
NEL TOMO SECONDO

[LIBRO QUARTO] pag. 5
[Cap. I.] Di Alboino I Re d'Italia, che fermò la sua sede regia in Pavia, e degli altri Re suoi successori 12
[§. I.] Di Clefi II Re d'Italia 16
[§. II.] Di Autari III Re d'Italia 20
[§. III.] Origine de' Feudi in Italia 22
[Cap. II.] Del Ducato beneventano; e di Zotone suo primo Duca 28
[Cap. III.] Di Agilulfo IV Re de' Longobardi; e di Arechi II Duca di Benevento 44
[§. I.] Di Arechi II Duca di Benevento 47
[Cap. IV.] Del Ducato napoletano, e suoi Duchi 51
[Cap. V.] Di Adalualdo ed Ariovaldo V e VI Re de' Longobardi 57
[Cap. VI.] Di Rotari VII Re; da cui in Italia furono le leggi longobarde ridotte in iscritto 60
[Cap. VII.] Di Ajone e Radoaldo, III e IV Duchi di Benevento 68
[Cap. VIII.] Di Grimoaldo V Duca di Benevento: delle guerre da lui mosse a' Napoletani: e morte del Re Rotari 70
[Cap. IX.] Di Rodoaldo, Ariperto, Partarite e Gundeberto, VIII, IX, X ed XI Re dei Longobardi 77
[Cap. X.] Di Grimoaldo XII Re de' Longobardi; di Romualdo VI Duca di Benevento; e della spedizione italica di Costanzo Imperador d'Oriente 80
[§. I.] Di Romualdo VI Duca di Benevento 83
[§. II.] Venuta de' Bulgari: ed origine della lingua italiana 89
[§. III.] Leggi di Grimoaldo, e sua morte 95
[Cap. XI.] Di Garibaldo, Pertarite, Cuniperto, e altri Re e Duchi di Benevento, infino a Luitprando 98
[§. I.] Di Grimoaldo II, Gisulfo I, Romualdo II, Adelai, Gregorio, Godescalco, Gisulfo II e Luitprando Duchi di Benevento 99
[§. II.] Di Luitperto, Ragumberto, Ariperto II ed Asprando Re de' Longobardi 101
[Cap. XII.] Dell'esterior politia ecclesiastica nel Regno de' Longobardi da Autari insino a Lione Isaurico 102
[§. I.] Elezione de' Vescovi, e loro disposizione nelle città di queste nostre province 111
[§. II.] Monaci 124
[§. III.] Regolamenti ecclesiastici 127
[§. IV.] Beni temporali 129
[LIBRO QUINTO] 140
[§. I.] Leggi di Luitprando 141
[§. II.] Novità insorte in Italia per gli editti di Lione Isaurico 144
[§. III.] Il Ducato napoletano si mantenne nella fede di Lione Isaurico 155
[§. IV.] Origine del dominio temporale dei romani Pontefici in Italia 158
[§. V.] Primi ricorsi avuti in Francia da Papa Gregorio II, e dal suo successore Gregorio III 168
[§. VI.] Costantino Copronimo succede a Lione suo padre, e morte di Luitprando Re de' Longobardi 171
[Cap. I.] Di Rachi Re de' Longobardi, e sue leggi 175
[§. I.] Translazione del Reame di Francia da' Merovingi a' Carolingi 176
[§. II.] Rachi abbandona il Regno, e fassi Monaco Cassinese 181
[Cap. II.] Di Astolfo Re de' Longobardi: sua spedizione in Ravenna e fine di quell'Esarcato 187
[§. I.] Spedizione d'Astolfo nel Ducato romano 191
[§. II.] Papa Stefano in Francia: suoi trattati col Re Pipino, e donazione di questo Principe fatta alla Chiesa romana di Pentapoli e dell'Esarcato di Ravenna, tolto a' Longobardi 194
[§. III.] Leggi d'Astolfo, e sua morte 206
[Cap. III.] Il Ducato napoletano, la Calabria, il Bruzio, ed alcune altre città marittime di queste nostre province, si mantengono sotto la fede dell'Imperadore Costantino e di Lione suo figliuolo 208
[Cap. IV.] Di Desiderio ultimo Re de' Longobardi 213
[Cap. V.] Leggi de' Longobardi ritenute in Italia, ancorchè da quella ne fossero stati scacciati: loro giustizia e saviezza 226
[§. I.] Leggi longobarde lungamente ritenute nel Ducato beneventano, e poi disseminate in tutte le nostre province, ond'ora si compone il Regno 241
[Cap. VI.] Della Politia ecclesiastica 247
[§. I.] Raccolta de' canoni 257
[§. II.] Monaci e beni temporali 259
[LIBRO SESTO] 268
[Cap. I.] Del Ducato beneventano, sua estensione e politia 273
[Cap. II.] Del Ducato napoletano, sua estensione e politia 286
[Cap. III.] Come Arechi mutasse il Ducato beneventano in Principato, e tentasse di sottraersi affatto dalla soggezione de' Franzesi 299
[Cap. IV.] Di Grimoaldo II Principe di Benevento, e delle guerre sostenute da lui con Pipino Re d'Italia 308
[Cap. V.] Carlo Magno da Patrizio diviene Imperador romano: sua elezione, e qual parte v'ebbe Lione III romano Pontefice 314
[Cap. VI.] Di Grimoaldo II, Sicone e Sicardo Principi di Benevento; della pace che fermarono co' Franzesi, e delle guerre che mossero a' Napoletani 333
[§. I.] Di Sicone IV Principe di Benevento 337
[§. II.] Prima invasione de' Saraceni in queste nostre contrade 340
[§. III.] Di Sicardo V Principe di Benevento 344
[Cap. VII.] Politia ecclesiastica delle Chiese e monasteri del Principato beneventano 350
[§. I.] Politia delle Chiese del Ducato napoletano e delle altre città sottoposte all'Imperio greco 363
[LIBRO SETTIMO] 378
[§. I.] Divisione del Principato di Benevento, donde surse il Principato di Salerno 380
[§. II.] Origine del Principato di Capua 389
[§. III.] Spedizione dell'Imperador Lodovico contro i Saraceni, e sua prigionia in Benevento 391
[Cap. I.] Carlo di Calvo succede nell'Imperio d'Occidente: nuove scorrerie de' Saraceni, accompagnate da altre rivoluzioni e disordini 398
[§. I.] Maggiori disordini e calamità in queste nostre province per la morte di Carlo il Calvo, ne' tempi di Carlomanno 406
[§. II.] Calamità nel Principato di Salerno 410
[Cap. II.] Dello stato nel qual eransi ridotte in questi tempi la giurisprudenza e l'altre discipline; e delle nuove compilazioni delle leggi fatte per gl'Imperadori di Oriente 416
[§. I.] Nuove compilazioni di leggi fatte in Grecia, e qual uso ebbero fra noi in quelle città, che ubbidivano ai Greci 421
[Cap. III.] Il Regno d'Italia da' Franzesi passa negl'Italiani: maggiori rivoluzioni per ciò accadute in queste nostre province, e rialzamento del Duca d'Amalfi 437
[§. I.] Stato di queste nostre province, e rialzamento d'Amalfi 444
[Cap. IV.] Del Principato di Benevento ritolto ai Greci; e come a quello si riunì il Contado di Capua 448
[§. I.] Nuove scorrerie de' Saraceni, e ricorsi perciò fatti agl'Imperadori d'Oriente 454
[Cap. V.] Politia ecclesiastica 463

FINE DELL'INDICE.

NOTE:

[1]. Jornandes hist. Got.

[2]. Grot. in Proleg. ad hist. Got.

[3]. Salmas. apud Grot. loc. cit.