Tosto i Cardinali, vedendosi privi d'un tanto Pontefice, e che mal potevano opporsi a Gregorio, se immantenente non provvedessero al successore, elessero in quel medesimo monastero Guido Cardinale Arcivescovo di Vienna nato di regal stirpe, come quegli ch'era figliuolo del Conte di Borgogna a' Re di Francia per sangue cotanto vicino, e Calisto II chiamossi, il quale subito portossi in Roma, ove dal Clero, dal Senato e Popolo romano con segni di molta stima fu ricevuto. Il falso Papa Gregorio lasciando Roma si fortificò a Sutrio, castello per sito ben forte, ove co' suoi ritirossi[382].

Intanto Calisto, per toglier dalle radici questo scisma, pensò non esservi altro rimedio, che il ricorrere agli aiuti de' nostri Principi normanni, venne perciò a Benevento, ove fu visitato dal Duca Guglielmo, da Roberto e da tutti i Baroni di quel contorno, i quali offerendogli le loro truppe, tutti stimarono doversi Sutrio stringere di stretto assedio. In fatti non passò molto che fu questo Castello strettamente assediato, tanto che finalmente bisognò rendersi: Maurizio venne nelle mani di Papa Calisto, il quale lo fece strettamente custodire in una forte Rocca come suo prigioniero. E qui finì questo scisma di travagliare di vantaggio la Chiesa romana, nella quale cominciò a godersi qualche pace.

Ma fu questa pace interrotta dalla morte accaduta in quest'anno 1120 di Roberto Principe di Capua, dal quale Calisto avea ricevuti sì importanti servigi. Non lasciò questo Principe, che un solo figliuolo chiamato Riccardo III, il quale al suo padre nel Principato successe. Ma questo Principe non più che pochi giorni tenne il Principato: poichè appena consecrato secondo il solito costume de' Principi di Capua normanni, che solevan ungersi col sacro olio per mano dell'Arcivescovo, finì tosto i giorni suoi in Capua; nè lasciando di se progenie alcuna, gli succedè Giordano II, suo zio, fratello di Roberto suo padre[383].

Resse Giordano il Principato di Capua senza disturbo ben sette anni, insino al 1127 nel qual anno morì. Sua moglie fu Gaitelgrima figliuola di Sergio Signor di Sorrento, la quale sin dall'anno 1111 erasi con lui sposata, e gli avea portato in dote Nocera con molti luoghi vicini sottoposti a quella città. Da questa sua moglie gli nacque Roberto II, che gli successe, e fu l'ultimo Principe di Capua della razza di Asclettino; poichè discacciato dal Principato da Ruggiero I, Re di Sicilia, ebbe la disgrazia di vedere dalla sua casa uscire questa grandezza, che i suoi maggiori per lo spazio di tanti anni s'avevano con tanta prudenza e valore mantenuta, come diremo nel Regno di Ruggiero.

Intanto Papa Calisto, sedate alquanto le discordie, attese a comporre in quella miglior forma, che potè lo stato della sua sede; e sopra tutto proccurò di conservar col Duca di Puglia Guglielmo quell'istessa corrispondenza ed amicizia che v'avea tenuto il suo predecessore. Nè Guglielmo mostrò sentimenti diversi, poichè volle da lui, siccome avean fatto i suoi predecessori con Gelasio e Pascale, ricevere l'investitura del Ducato di Puglia e di Calabria, facendosi uomo ligio della Sede Appostolica, e ricevendo con lo stendardo l'investitura; ed arrivato Calisto in Troja, egli lo ricevette in quella città con ogni segno di stima e di riverenza[384]; siccome fece nell'anno 1121 in Salerno, ove venuto, trovandosi ivi ancora il Conte di Sicilia Ruggiero, fu da questi Principi accolto con molto rispetto ed ossequio[385].

Tenne da poi nell'anno 1123 un Concilio in Laterano per dar rimedio a molti disordini, che nella sua Chiesa erano nati per le gare avute con Errico. Proccurò aver pace col medesimo, e dopo avere con molta prudenza quietate le cose della Sede Appostolica, finalmente nell'anno seguente 1124 finì in Roma i suoi giorni[386], lasciando di se gran desiderio e molta afflizione; e si vide ben tosto quanto fosse riuscita grave alla Chiesa romana tal perdita, poichè appena morto, divisi i Cardinali in fazioni elessero due Papi, alcuni Lamberto Vescovo d'Ostia, che Onorio II chiamossi, gli altri Teobaldo Cardinale di S. Anastasia, che Celestino II fu appellato. Ma questo scisma, che si temeva non dovesse lungamente perturbar la Chiesa, fu con istupore di tutti ben tosto represso; poichè cedendo il partito di Celestino, come più debole, a quello d'Onorio, i di lui partegiani s'unirono con costui, onde sedati i disordini, Onorio fu da tutti avuto e venerato per vero Pontefice.

CAPITOLO X. Lotario Duca di Sassonia succede nell'Imperio di Occidente per la morte d'Errico; ed unione di tutte queste nostre province nella persona di Ruggiero Gran Conte di Sicilia, per la morte di Guglielmo Duca di Puglia.

Le discordie, che nell'anno 1125 accaddero in Germania per la morie di Errico IV, turbarono in gran parte lo stato delle cose d'Italia: per non aver lasciato questo Principe di se prole maschile, sursero tra i Principi della Germania grandi dissensioni per eleggere il successore: due sopra tutti gli altri aspiravano all'Imperio, e con maggior contenzione di animo; Corrado nipote d'Errico, e Lotario Duca di Sassonia[387]. I Principi dell'Imperio ragunati per togliere i disordini, che ne potevan nascere, furono risoluti di compromettere quest'elezione nell'arbitrio dell'Arcivescovo di Magonza, dichiarando che colui, il quale egli avesse stimato degno dell'Imperio romano, senza dubbio avrebbero tutti eletto. L'Arcivescovo che portava odio implacabile non pur ad Errico, ma a tutti della sua razza; senza molto deliberare ne escluse tosto Corrado, e proponendo Lotario come Capitano in guerra esercitatissimo, pio e prudente, lo prepose a tutti, giudicandolo il più degno ed idoneo, che all'imperiale seggio potesse innalzarsi: fu approvata l'elezione, e Lotario per Imperadore salutato. In cotal guisa per l'industria e destrezza di questo Prelato passò l'Imperio da' Tedeschi, che per tanti anni l'aveano tenuto, a' Sassoni nella persona di Lotario, che alcuni III, altri con più verità chiamarono II.

Corrado impaziente della repulsa, nè potendo soffrire, che altri che egli fosse stato surrogato in luogo di suo zio, avendo tirati al suo partito alcuni Principi della Germania, si fece da questi coronare per Re di Germania. Così cominciarono le discordie tra questi Principi, le quali a lungo andare cagionarono molti disordini e confusioni nell'Imperio; ma Lotario come eletto dalla maggior parte, e ciò che più importava, confermato da' Pontefici romani, fu riconosciuto per Imperadore per tutto Occidente.

Ma ecco che mentre Onorio reggeva la Sede Appostolica, e Lotario l'Imperio, mentre per la morte accaduta di Giordano, reggeva Capua Roberto suo figliuolo, e mentre Sergio ultimo Duca governava il Ducato di Napoli, accadde in Salerno in quest'anno 1127[388] la morte di Guglielmo Duca di Puglia, il quale dopo la morte di Ruggiero suo padre, avea retto queste province per lo spazio di sedici anni[389].