L'altra provincia ovvero Giustizierato fu detta, ed ancora oggi ritiene il nome di Principato. Donde prendesse tal nome è assai chiaro; ed in ciò tutti i Scrittori concordano. Arechi quando, come si è narrato nel sesto libro di quest'Istoria, da Duca ch'era di Benevento, volle incoronarsi Principe, fece, che quello che prima era detto Ducato di Benevento prendesse nome di Principato; ed abbracciando allora il Ducato di Benevento, prima della divisione fatta da Radelchi con Siconolfo, anche Salerno, fatta che fu tal divisione, sursero due Principati, e quindi avvenne, che il nome di Principato convenisse ad ambedue, e questa provincia abbracciasse tante immense e spaziose regioni; in maniera che da poi per la sua estensione bisognò dividerla in due; onde surse il nome di Principato citra (l'Appenino) detta ancora Picentina, con parte della Lucania; e Principato ultra (l'Appennino) ovvero il Sannio degl'Irpini.
Il Principato citra, che abbraccia la regione, che fu anticamente abitata da' Picentini, e parte da' Lucani, si divide da Terra di Lavoro col fiume Sarno dall'occaso: da settentrione lo divide dagl'Irpini l'Appennino: dall'oriente il fiume Silario lo divide con la Basilicata; e da mezzogiorno ha per termine il Mar Tirreno, e tiene Salerno per suo capo e metropoli.
Il Principato ultra è quella provincia, che sola delle altre del Regno si allontana dal mare, essendo posta fra' monti nelle viscere dell'Appennino. Ella è nel capo del Sannio, ove furono anticamente gl'Irpini. Si divide dal Principato citra co' gioghi dell'Appennino verso mezzogiorno: da Terra di Lavoro, e Contado di Molise è partita col detto Monte Appennino sopra Nola, e con le Forche Caudine sopra Arpaja verso ponente, e col principio del Monte Matese verso settentrione, col quale ancora si divide da Capitanata verso tramontana; ma più da oriente col medesimo Appennino, col quale si parte ancora da Basilicata. Contiene una contrada detta Valle Beneventana, che fu prima parte principale del Sannio; ed avea prima per metropoli la città di Benevento: ma da poi che quella passò sotto il dominio della Chiesa di Roma, ebbe altre città per sede de' suoi Presidi.
Quindi avvenne, che i Normanni succeduti a' Longobardi nomassero questa provincia col nome di Principato; e l'Abate della Noce[407], trascrivendo nelle sue note alla Cronaca Cassinense le parole del privilegio conceduto da Niccolò II R. P. all'Abate Desiderio, facendolo suo Vicario sopra i monasterj e Monaci di queste nostre province, tra l'altre, novera questa col nome di Principato, come sono le parole del Privilegio: per totam Campaniam, Principatu quoque, et Apuliam, atque Calabriam etc. E Lione Ostiense[408], che scrisse quella Cronaca poco da poi della morte dell'Abate Desiderio; e poi Papa, detto Vittore III pur disse per totam Campaniam, et Principatum, Apuliam quoque, atque Calabriam, etc.
Ne' tempi del nostro Federico II, secondo che Riccardo di S. Germano, parlando delle Corti generali instituite da Federico nel Regno, rapporta, perchè questa provincia non fosse ancor divisa in due, come fu fatto da poi, perchè statuendo Salerno per città, ove dovea tenersi la general Corte, e dove doveano ricorrere le altre province, dice: In Principatu, Terra Laboris, et Comitatu Molisii usque Soram, apud Salernum.
§. IV. Basilicata.
Siegue, secondo quest'ordine, la Basilicata, che occupa molta parte dell'antica Lucania, e parte della M. Grecia. Vien circondata in parte anch'ella dall'Appennino, col quale si divide da Principato ultra, e col medesimo da Principato citra. In questa provincia si divide l'Appennino in due capi principali intorno a Venosa: con quel che va a Brindisi è partita Basilicata da Terra di Bari sino ad Altamura: e con l'altro da Calabria citra infin alla metà del fiume Crati, ove entra Corianello; distendesi un poco al mare, e tocca Terra d'Otranto nel golfo di Taranto nel lido del suo mare piccolo. Confina ancora per breve spazio con Capitanata, dalla quale è divisa con una parte del fiume Ofanto fra Ascoli di Puglia, e Lavello. Ebbe questa provincia Pesto, Venosa, Acerenza, Melfi, ed altre chiare città: ora ha Matera, Potenza, Lavello, ed altre città minori, e delle antiche appena serba vestigio.
Donde questa provincia pigliasse il nome di Basilicata, ed in qual tempo, non ben seppero i nostri Scrittori rintracciarlo: ma sarà molto facile rinvenirlo, se si porrà mente a ciò che nel fine del decimo secolo avvenne a queste nostre province, per le tante spedizioni, e conquiste fattevi da' Greci, i quali siccome per un nuovo Magistrato introdotto da essi in Puglia detto Catapano, diedero nome ad una gran parte della medesima, detta ora perciò Capitanata: così ne' tempi di Basilio Imperador greco, o di qualche suo Capitano, ch'ebbe il medesimo nome, acquistò questa parte di Lucania nome di Basilicata; essendosi veduto nel libro ottavo di quest'Istoria, che nell'anno 989 mentre in Oriente imperava Basilio con Costantino suo fratello, i Greci per la famosa vittoria, che riportarono sopra Ottone II Imperador d'Occidente, non solo dominarono per lungo tempo, insino che da' Normanni non ne fossero discacciati, tutta la Puglia e la Calabria; ma anche questa parte della Lucania fu da Basilio occupata, la quale fu amministrata dagli Ufficiali greci da lui mandati, alcuni de' quali, come è manifesto nella Cronaca di Lupo Protospata, anche tennero di Basilio il nome; onde questa provincia Basilicata fu detta. Giovanni Pontano anche credette, che in questi tempi de' Greci acquistasse questa provincia tal nome; ma donde così si denominasse, soggiunse, jure anceps est, ac dubium[409].
Ne' tempi di Federico II fu da Riccardo da S. Germano la Basilicata anche annoverata per una delle province del Regno, dicendo questo Scrittore, che Federico avea designata la città di Gravina per reggervi la Corte generale, ove doveano ricorrere queste tre province, cioè Apulia, Capitaniata, et Basilicata apud Gravinam.