I Greci non aveano città la quale non avesse queste ragunanze, ovvero sodalitadi, o Confraterie, ch'essi chiamavan Fratrie, nelle quali i cittadini per lo più convenivano per trattar i negozi. E Sigonio rapporta, che gli Ateniesi ne' Portici della loro città trattavano i loro affari. Nè altrimente si praticava a Cuma, città parimente greca, la quale teneva questi Teatri, ovvero Fratrie. Onde Pio II ne' suoi Commentari[331] portò opinione, ch'essendo stati i Cumani i primi fondatori di Napoli, avessero essi ad imitazione della loro città istituiti questi Teatri in Napoli, ove i Nobili passeggiando, e quivi diportandosi, soleano trattare de' pubblici affari: Cumanos quoque Theatra, deambulationes, conventusque frequenter posuisse.
E non può dubitarsi, siccome altrove fu rapportato che in Napoli non fossero antichissimi, per la testimonianza di Strabone, il quale noverando i riti, e costumi greci, che ancor'a' suoi tempi riteneva questa città, fra gli altri, scrisse che siccome l'altre città greche, così Napoli avea questi Portici, che ancor'a' suoi tempi i Napoletani chiamavano con greco vocabolo Fratrie. E Varrone[332] pur ne fece memoria quando disse: Phratria, est Graecum vocabulum partis hominum, ut Neapoli etiam nunc. Ove Turnebo notò, ch'essendo Napoli città greca, a somiglianza d'Atene avea queste ragunanze particolari, e separazioni, dette Fratrie[333].
Quanti di questi Seggi avesse prima avuti Napoli, Cammillo Tutini[334] dall'antiche sue regioni e contrade, e da molti altri monumenti, con molta diligenza ed accuratezza andò ricercando; e veramente essendo costume de' Greci dividere le loro città in quattro parti, siccome d'Atene testifica Guglielmo Postello[335], non è fuor di proposito il credere, che anche Napoli in quattro principali parti fosse ripartita: ciò che par, che si confermi dal nome istesso di Quartiere, che ancor oggi si ritiene. Ciascuna di queste quattro regioni, ovvero Quartieri, racchiudeva dentro di se molte altre regioni, ovvero Piazze minori, che sono come tanti membri, che formano il corpo della città. Queste quattro principali regioni non può difficoltarsi, che secondo l'antico sito di questa città fossero stati i Quartieri di Capuana, di Forcella, di Montagna e di Nido.
Il Quartiere di Capuana, così detto, perchè da questa contrada prendeasi il cammino verso Capua, oltre la maggior sua Piazza, abbracciava molte altre minori strade o vicoli, i quali (siccome tutti quelli dell'altre tre regioni) per la maggior parte prendevano il nome, o dalle famiglie, che vi abitavano, o da' Tempj, o da altri pubblici edificj, che vi erano. Così in questo quartiere leggiamo i vicoli del Sole, e raggio di Sole, per lo famoso Tempio d'Apollo, che quivi era costrutto. Quelli di Dragonario, Corneliano, Corte Torre, di S. Lorenzo ad Fontes, delle Zite, Corte Pappacavallo, Ferraro, Santi Appostoli, da' Filimarini, de' Barrili, Gurgite, Rua de' Fasanelli, Caracciolo. Boccapianola, de' Zurli, de' Carboni, Manoccio e Rua de' Piscicelli.
Perciò, oltre il maggior Seggio di Capuana, erano in questo quartiere cinque altri Seggi minori, che presero il nome o dalle famiglie, che solevano ivi abitare, o da Tempj, ovvero dal nome comune di quel luogo dove erano fabbricati. Così in questo Quartiere leggiamo i Seggi di S. Stefano, di Santi Appostoli, di S. Martino; ond'è, che poi essendosi questo unito al maggior Seggio di Capuana, per conservarne la memoria, si vede dipinto questo Santo a cavallo nel muro del Seggio, il Seggio de' Melazzi e l'altro de' Monocci.
Il Quartiere di Forcella chiamossi dagli antichi Scrittori Regione Erculense, come chiamollo S. Gregorio nelle sue epistole[336], perchè quivi fu fondato il Tempio d'Ercole; e talora Regione Termense, per le antiche Terme, ch'erano nel suo seno[337]. Come da poi si chiamasse di Forcella, non è di tutti conforme il sentimento. Alcuni vogliono, che fuori d'una porta, ch'era vicina a questa contrada, fossero piantate le forche per castigo de' malfattori. Altri perchè quivi fosse la scuola di Pitagora, che per impresa faceva una lettera biforcata, detta Ypsilon. Ma altri con maggior senno dissero, che quella forca, che sinora si vede scolpita in un antico marmo sopra la porta della chiesa di S. Maria a Piazza, dove anticamente era il Seggio, fosse particolar insegna del Seggio, che diede nome al quartiere.
Abbracciava questa regione molte altre regioni minori, ovvero vicoli, come l'Ercolense, Cupidine, Lampadio, Placido, Granci, Pizzofalcone, Regionario, Verde, di S. Epulo, Pubblico Bajano, Fistola, Corario, Termense, Capo d'Agno, Corte Bagno nuovo, Corte Greca, Sennarino, degli Agini, degli Orimini, di San Giorgio Cattolico maggiore, Cimbri, Pistaso.
Erano perciò in questo secondo Quartiere, oltre al maggiore di Forcella, ch'era posto avanti l'Atrio della chiesa, detta oggi perciò S. Maria a Piazza, due altri Seggi: quello de' Cimbri; e l'altro di Pistaso.
Il terzo Quartiere, ovvero Contrada fu chiamato di Montagna, ovvero di Somma Piazza, perch'era nella più alta parte della città. Fu detta ancora la regione del Teatro e del Foro; per aver nel suo recinto il Teatro ed il Foro; ed anche regione Palatina dall'antico Palazzo che ivi era, ove si trattavano i pubblici affari.
Le minori Piazze o vicoli di questa Contrada erano: il vicolo della Luce, Bell'aere, Circolo, Piazza Augustale, Piazza Segno, Sopramuro, Marmorata, de' Giudei, Casurio, Formello, Dodici Pozzi, Carmignano, Ferraro, Friggido, Burgaro, de' Tori, de' Maj, Vertecilli, Casatino, de' Marogani, de' Masconi.