Pochi mesi da poi ch'egli pubblicò questa Prammatica, finì il Cardinale il suo governo colla vita; poichè solendo nell'està di quest'anno 1532 spesso portarsi a diporto nel suo giardino di Chiaja, andatovi una mattina de' principj di luglio col Conte di Policastro suo grande amico, mangiò ivi de' fichi, e poco dopo il pasto sopraggiuntagli una febbre lenta, in pochi dì gli tolse la vita in età di 53 anni. Fu fama, che ne' fichi gli fosse stato dato il veleno per opera d'un tal Filippetto suo Scalco, il quale sapendo l'uso del suo padrone, che in quel giardino soleva spesso mangiar de' fichi, glie li avesse attossicati. Narra Gregorio Rosso[376] Scrittor coetaneo, che fu riputato gran maraviglia, che il Cardinal morisse, e non il Conte di Policastro, il quale quell'istessa mattina avea pure mangiati fichi col Cardinale. Da chi fosse venuto il colpo, varia fu la fama, alcuni pensarono che Filippetto da un gran personaggio di Roma, capitalissimo nemico del Cardinale, fosse stato corrotto a far questo. Altri ne allegavano per autori i parenti di quella gran Dama cotanto da lui celebrata ne' suoi versi, i quali mal volentieri soffrivano, che come avea fatto il Petrarca della sua Laura, avesse voluto far egli, con scegliersi per soggetto delle sue rime una lor parente. Ma Agostino Nifo celebre Medico di quell'età, che fu chiamato alla sua cura, e che fu presente all'apertura del suo cadavere, costantemente affermava, non esservi trovato alcun segno di veleno nelle sue viscere. Paolo Giovio, che scrisse la vita di questo Cardinale, inchinò a credere il medesimo, attribuendo la cagione della sua morte all'uso smoderato della neve, ch'era solito, secondo l'uso dei Romani, bere due ore dopo il cibo mescolata col vino per rinfrescarsi. Il suo cadavere fu seppellito nella Chiesa di Monte Oliveto, ove non ha molti anni si vedeva il suo tumulo; ma poi fur trasferite le sue ossa nella Cappella de' Principi di Sulmona della famiglia Launoja. Morto che fu, insino alla venuta del successore, prese il governo del Regno il Consiglio Collaterale, Capo del quale si trovava allora D. Ferrante D'Aragona Duca di Montalto. E subito che il Papa con estremo suo giubilo ebbe intesa la di lui morte, provvide il Vice-Cancellierato della Sede Appostolica, e la maggior parte de' suoi Beneficj al Cardinal Ippolito de' Medici suo nipote, che si trovava allora partito per Germania[377].
Intesa dall'Imperador Carlo la morte del Cardinale, provvide tosto il Viceregnato in persona di D. Pietro di Toledo Marchese di Villafranca, che si trovava seco in Germania, il quale il primo d'agosto, essendo partito da Ratisbona, ove stava l'Imperadore, giunse in Napoli a' 4 di settembre, e nel seguente dì prese il possesso della sua carica.
Ma poichè il governo che tenne costui del Regno, fu il più lungo di tutti gli altri, avendolo amministrato per lo spazio di ventuno anni e mezzo, nel qual tempo avvennero fra noi successi notabili; e da lui cominciò Napoli a prender quella forma, e quella politia, la quale tiene molto rapporto alla presente: per ciò sarà bene, che la narrazione di tanti memorabili avvenimenti si rapporti nel seguente libro di quest'Istoria.
FINE DEL VOLUME SETTIMO.
[ TAVOLA DE' CAPITOLI] CONTENUTI
NEL TOMO SETTIMO
| [LIBRO VENTESIMOSETTIMO] | pag. 5 |
| [Cap. I.] I Principi di Taranto e di Rossano con altri Baroni, dopo l'invito fatto al Re Giovanni d'Aragona, che fu rifiatato, chiamano all'impresa del Regno Giovanni d'Angiò figliuolo di Renato: sua spedizione, sue conquiste, sue perdite e fuga | 14 |
| [Cap. II.] Nozze d'Alfonso Duca di Calabria con Ippolita Maria Sforza figliuola del Duca di Milano: di Elionora figliuola del Re con Ercole da Este Marchese di Ferrara; e di Beatrice altra sua figliuola con Mattia Corvino Re d'Ungheria. Morte del Pontefice Pio II, e contese insorte tra il suo successore Paolo II ed il Re Ferrante, le quali in tempo di Papa Sisto IV successore furon terminate | 28 |
| [Cap. III.] Splendore della Casa Reale di Ferdinando, il quale, pacato il Regno, lo riordina con nuove leggi, ed instituti: favorisce li letterati e le lettere, e v'introduce nuove arti | 33 |
| [Cap. IV.] Come si fosse introdotta in Napoli l'arte della stampa, e suo incremento. Come da ciò ne nascesse la proibizione dei libri, ovvero la licenza per istamparli; e quali abusi si fossero introdotti, così intorno alla proibizione, come intorno alla revisione de' medesimi | 41 |
| [§. I.] Abusi intorno alle licenze di stampare e di proibire i libri | 45 |
| [§. II.] Abusi intorno alle proibizioni de' libri che si fanno in Roma, le quali si pretendono doversi ciecamente ubbidire | 52 |
| [Cap. V.] Re Ferdinando I riforma i Tribunali e l'Università degli Studi: ingrandisce la Città di Napoli, e riordina le Province del Regno | 73 |
| [LIBRO VENTESIMOTTAVO] | 83 |
| [Cap. I.] I Baroni nuovamente congiurano contra il Re. Papa Innocenzio VIII unito ad essi gli fa guerra: pace indi conchiusa col medesimo, e desolazione ed esterminio de' Congiurati | 95 |
| [Cap. II.] Morte del Re Ferdinando I d'Aragona: sue leggi, che ci lasciò; e rinovellamento delle lettere e discipline, che presso di noi fiorirono nel suo Regno e dei suoi successori Re Aragonesi | 111 |
| [§. I.] Rinovellamento delle buone Lettere in Napoli | 115 |
| [Cap. III.] Degli Uomini letterati che fiorirono a tempo di Ferdinando I e degli altri Re Aragonesi suoi successori | 124 |
| [Cap. IV.] Stato della nostra Giurisprudenza in questi ultimi anni del Regno degli Aragonesi; e leggi, che da Ferdinando furono stabilite | 139 |
| [Cap. V.] De' Giureconsulti, che fiorirono fra noi a questi tempi | 146 |
| [LIBRO VENTESIMONONO] | 172 |
| [Cap. I.] Ferdinando II è discacciato dal Regno da Carlo Re di Francia. Entrata di questo Re in Napoli, a cui il Regno si sottomette | 184 |
| [Cap. II.] Carlo parte dal Regno, e vi ritorna Ferdinando, che ne discaccia i Franzesi coll'aiuto del G. Capitano; viene acclamato da' popoli, ed è restituito al Regno; suo matrimonio e morte | 189 |
| [Cap. III.] Regno breve di Federico d'Aragona: sue disavventure, e come cedendo a' Spagnuoli ed a' Franzesi fosse stato costretto abbandonarlo e ritirarsi in Francia | 198 |
| [Cap. IV.] Origine delle discordie nate tra Spagnuoli e Franzesi; e come finalmente cacciati i Franzesi, tutto il Regno cadesse sotto la dominazione di Ferdinando il Cattolico | 217 |
| [LIBRO TRENTESIMO] | 239 |
| [Cap. I.] Venuta del Re Cattolico in Napoli e suo ritorno in Ispagna per la morte accaduta del Re Filippo. Come lasciasse il Regno sotto il governo de' Vicerè suoi Luogotenenti: sua morte e pomposi funerali fattigli in Napoli | 248 |
| [Cap. II.] Nuova politia introdotta nel Regno; nuovi Magistrati e leggi conformi agl'istituti e costumi spagnuoli. De' Vicerè e Reggenti suoi Collaterali, donde surse il Consiglio Collaterale, e nacque l'abbassamento degli altri Magistrati ed Ufficiali del Regno | 262 |
| [§. I.] Del Consiglio Collaterale e sua istituzione | 265 |
| [Cap. III.] Nuova disposizione degli Ufficiali della Casa del Re | 276 |
| [Cap. IV.] Degli altri Ufficiali, che militano fuori della Casa del Re | 282 |
| [Cap. V.] Delle leggi, che Ferdinando il Cattolico, ed i suoi Vicerè deputati al governo del Regno ci lasciarono | 292 |
| [Cap. VI.] Politia delle nostre Chiese durante il Regno degli Aragonesi insino alla fine del secolo XV, e principio del Regno degli Austriaci | 295 |
| [§. I.] Monaci e beni temporali | 299 |
| [LIBRO TRENTESIMOPRIMO] | 304 |
| [Cap. I.] Morte di Massimiliano Cesare, ed elezione nella persona di Carlo suo nipote in Imperadore. Discordie indi seguite tra lui e 'l Re di Francia, che poi proruppero in aperte e sanguinose guerre | 309 |
| [Cap. II.] Come intanto fosse governato il Regno di Napoli da D. Raimondo di Cardona e dopo la di lui morte da D. Carlo di Launoja suo successore | 327 |
| [Cap. III.] Invito fatto da Papa Clemente VII a Monsignor di Valdimonte per la conquista del Regno: suoi progressi, li quali ebbero inutile successo. Prigionia di Papa Clemente, e sua liberazione | 331 |
| [Cap. IV.] Spedizione di Lautrech sopra il Regno di Napoli, sue conquiste, sua morte e disfacimento del suo esercito, onde l'impresa riuscì senza successo. Rigori praticati dal Principe d'Oranges contra i Baroni incolpati d'aver aderito a' Franzesi | 349 |
| [Cap. V.] Pace conchiusa tra 'l Pontefice Clemente coll'Imperador Carlo in Barcellona, che fu seguita dall'altra conchiusa col Re di Francia a Cambrai, e poi (esclusi i Fiorentini) co' Vineziani; e coronazione di Cesare in Bologna | 366 |
| [Cap. VI.] Governo del Cardinal Pompeo Colonna; creato Vicerè in luogo dell'Oranges, grave a' sudditi, non tanto per lo suo rigore, quanto per le tasse e donativi immensi, che, coll'occasione dell'incoronazione e del passaggio di Cesare in Alemagna per la natività d'un nuovo Principe, e per le guerre contra al Turco, riscosse dal Regno | 375 |
FINE DELL'INDICE
NOTE:
[1]. Costanzo lib. 19.
[2]. Questa Bolla è rapportata dal Chioccar. tom. I. M. S. Giurisd. ed anche da Lunig tom. 2 pag. 1255.