Il Presidente Tuono dopo aver parlato nel suo 9 libro della sorte di Galeazzo e della sua amicizia con Marc'Antonio Flaminio, rapporta ancora nel fine del libro 84 delle sue Istorie quasi che tutte l'avventure di Galeazzo, e fa menzione anche di questo secondo maritaggio.

Visse il resto di sua vita in Genevra con gran moderazione e modestia. Non volea esser chiamato Marchese, poichè vivea suo Padre; e dopo la di lui morte, l'Imperadore ai suoi figliuoli avea fatta la grazia di succedere nel Marchesato suddetto: con tutto ciò, tutti lo chiamavano Mr. le Marquis. Non era personaggio di conto, che passasse per Genevra, che non volesse vederlo, siccome fecero D. Francesco e D. Alfonso da Este fratelli del Duca di Ferrara, il Principe di Salerno, Ottavio Farnese Duca di Parma e di Piacenza ed altri Signori.

Fu in fine assalito da una lunga e grave malattia d'asma, la quale 37 maggio del 1586, mentr'era di 69 anni e 4 mesi, gli tolse la vita.

Dopo undici mesi, morì anche sua moglie Anna Fremery, dalla quale non ebbe figlioli.

Giovanni Jaquemot de Bar-le-Duc, uno de' migliori Poeti de' suoi tempi, per conservar di loro onorata memoria gli compose i due seguenti epitafj.

I.

Illustri Domino D. Galeacio Caracciolo, Marchionatus Vici, in Regno Neapolitano, unico et legitimo Hæredi

P. P. L. P.

Italiam liqui Patriam, clarosque Penates,

Et laetam antiqua nobilitate domum;