DIA.
Endimione! E come?

AMO.
Or che da te si parte, egli sen corre,
Dove Nice l'attende,
Fra quegli ombrosi allori,
A ragionar de' suoi furtivi amori.

DIA.
Ah che pur troppo il dissi
Che Nice ardea d'amore! Adesso intendo,
Perchè da me l'ingrato
Sollecito partì. Ma a Stige giuro,
Nemmen l'istesso Amore
Liberare il potrà dall'ira mia.

AMO.
Se non fossi Diana,
Direi che tanto sdegno è gelosia.

DIA.
Insolente, importuno,
Da che vidi in mal punto
Quel tuo volto fallace,
Non ha più l'alma mia riposo o pace.

AMORE.

Cingetemi d'alloro; in quelle offese
Io veggo i miei trionfi, il regno mio;
E quei gelosi sdegni
Son del mio foco e le scintille e i segni.

Se s'accende in fiamme ardenti
Selva annosa, esposta ai venti,
Arde, stride, e fin le stelle
Va col fumo ad oscurar.
Tale ancor d'amore il foco
Poco splende ed arde poco,
Se non vien geloso sdegno
Le faville a palesar.

[NICE ed AMORE.]

NIC.
Odimi, Alceste.