«Oh! questo poi son sicuro....»
«Figuratevi una distinzione, un titolo, il favore del padrone, i quattrini più del bisogno.... Eh! non ci vuole poi tanto a lasciarsi avvezzar male da queste cose! Oggi un pochino da non accorgersene neanche, domani un altro poco, e via discorrendo, come la gocciola che trafora la pietra, e s'arriva a metter su muffa, a crederci chi sa che, a scordarci di esser tutti fratelli. Ma già questi discorsi non hanno che fare nel caso mio. Dico così perchè così la penserei se anco mi ritrovassi a dover far dire di me. Questo che cosa mi farebbe? Rimarrei lo stesso; o una ricompensa vanagloriosa me la meriterei solamente quando mi fossi abbassato a desiderarla.»
L'altro se ne stava maravigliato, non sapendosi persuadere che un uomo dell'estrazione di Marco potesse nutrire quei sentimenti. Avvezzo a vedere, come cosa inevitabile e comune per ogni persona, la continua lotta delle ambizioni di tutte le specie, e persuaso fin dall'infanzia che non si potesse dare elevatezza d'animo in gente, come suol dirsi, volgare, tutto ciò che aveva udito gli sembrava un sogno.
Il vecchio poi, come se non paresse suo fatto, si scusò d'averlo trattenuto tanto con questi discorsi, lo ringraziò della visita, e s'accingeva a ritornare alla vigna, allorché il gentiluomo esclamò abbracciandolo:
«Padre mio, lasciate, lasciate che io vi chiami sempre così. La luce del vero è nella vostra mente! Vivete come meglio vi piace; io non divulgherò il vostro nome, vi lascerò in quella tranquilla e operosa oscurità che tanto vi è cara; ma accettate almeno,» e si levava di dito un anello prezioso, «e conservate per segno della mia venerazione, quest'anello. Fu già di mio padre....»
«E voi continuate a portarlo; è un ricordo che vi farà consolazione. Altrimenti vi direi: — Invece di darlo a me, barattatelo in tanto pane pei poveri, per quell'infinito numero di tribolati che menano una vita di stenti e d'umiliazioni intorno ai pochi ricchi della terra. Ma giacché voi mi volete dare a ogni modo una ricompensa, io vi chiederò anche più di tutto quello che m'avete offerto. Se è vero che questa buona gente dei miei compagni, e massime i loro fanciullini, abbiano ricavato qualche cosa di buono dai miei consigli e da quella po' di istruzione che mi diede mio padre, fate che morendo io abbia la consolazione di sapere che un altro farà le mie veci....»
«Io stesso che, fin d'ora, vi prego di mettermi nel numero dei vostri alunni....»
«O che farà anche meglio, purché s'attenga sempre alla semplicità che ho visto per esperienza essere tanto efficace. A volere educare e istruire quelli che, poveretti, non sanno ancora il bene che potrebbero ricavarne, bisogna contentarci di poche cose, d'andare innanzi a passo lento, purché si vada sempre innanzi, e che non manchi il coraggio quando s'incontrano degli ostacoli nè diminuisca mai la costanza. Chi vuol troppo e troppo presto, non conclude nulla; meglio l'ignoranza che un'istruzione abborracciata e superflua, moderazione nelle nuovità, nessun artifizio, nessuna perdita di tempo in prove capricciose ed inutili, e prima di tutto e sempre l'educazione del cuore. Chi non venisse docile a voi, non lo costringete con l'autorità del comando, ma persuadetelo prima con le buone ragioni, e poi lasciate fare all'esempio degli altri; i più restii a poco per volta diventano i più solleciti.... Ma voi non avete bisogno de' miei suggerimenti, nè io sarei capace di darne a nessuno. Dico questo, perchè me l'ha insegnato mio padre; e ho visto con l'esperienza che mio padre aveva ragione.»
Il gentiluomo ripetè allora la sua promessa di continuare da se medesimo l'opera del vecchio Marco, e di trasmetterne l'obbligo ai figliuoli e agli eredi, destinando in perpetuo una parte del patrimonio all'educazione, all'istruzione e al miglioramento di stato dei suoi contadini e dei poveri dei contorni. E questa promessa fu attenuta.
Il vecchio Marco morì con la pace del giusto e con la contentezza di lasciare nel proprietario di quelle terre ai suoi figliuoli adottivi un altro padre sempre sollecito del loro vero bene. Era questa la sola ricompensa ch'egli desiderava delle sue fatiche, e l'ottenne: così il fine della virtù consiste nel conseguimento del bene per gli altri.