Sofia. Per carità! Che te lo sei avuto a male, Milla mia, questo scherzo?
Milla. No, no, il Ciel me ne guardi! Anch'io fo per chiasso. I' so bene che il brio di voialtre fanciulline è innocente; e che nessuna di voi avrebbe il coraggio di beffarsi di una povera vecchia. Ora stiamo allegre, su via, stiamo allegre. Se sapeste! Ho tanta voglia anch'io di spassarmi con voi! Quand'io ho a venir qui, mi sento quasi ringiovanire.
E le fanciullette, fatta corona alla vecchia, si sogguardano e sorridono col lavoro in mano, aspettandosi a ogni momento che la buona vecchia incominci a dire le solite barzellette o a raccontare. Essa avvolge il pennecchio alla rocca, vi adatta la pergamena, e guarda sorridendo quel cerchio di fantoline, i cui anni messi tutti insieme, appena appena fanno la metà de' suoi. Per due o tre volte fa con la bocca un certo atto, come di chi vuol parlare, e poi non trova subito il verso, o pensa ad altro; e le fanciulle, per due o tre volte si rigirano sulla sedia e spingono innanzi la faccia, come chi si dispone a sentir cosa che assai gli prema. Finalmente la Milla apre la bocca per parlare di buono, e incomincia in questo modo.
Milla. Oh.... sentite.... Ma prima, dovete sapere ch'egli è un fatto proprio vero, seguito giù di quì, e' son anni, anni!... E' mi fu raccontato da un baccalare, da uno di que' che la sanno lunga. E vi dirò le sue proprie parole. Oh! sì, me ne ricordo come se fuss'ora. Dunque state a sentire.... Badiamo veh! gli è un po' lungo, ma e' vi piacerà: e non mi interrompete, eh, voialtre piccine?
Bam. No, no, Milla. Fa' presto.
Milla. Ch'i' non senta uno zitto! Me lo promettete?
Bam. Sì, te lo promettiamo. Racconta, racconta.
Milla. Comincio subito. Ma voglio posar la rocca, perchè non vorrei....
Bam. Oh che pazienza!
Milla. Meno furia! Roma non fu fatta in un giorno. Mettiamola qui. Ve', ve', a Maria farebbe gola quella rocca. Verrà tempo che filerai anche tu.