— Senti, Nanni, io vorrei che tu potessi avere un’altra consolazione....

— Oh! quale, signor Priore? Crede ella che non sia contento?

— Sì; ma se si trattasse di qualche ricerca per sapere dei tuoi genitori?

— Ah! che cosa dice? magari! Ma perchè volere l’impossibile?...

— Oh! impossibile? Come puoi tu asserirlo?

— Se mi avessero voluto conoscere, non mi avrebbero abbandonato. Per carità, non mi rammenti queste cose!...

— Tu sai che questo abbandono può essere dipeso solamente dalla disgrazia; e che poi, dopo un certo tempo, ancorchè la volontà di ricercare una creatura vi sia, possono darsi tali e tanti ostacoli.... Se questo fosse stato il caso dei tuoi genitori, e che poi una combinazione fortunata, rara sì, pur troppo delle più rare, ma nondimeno possibile.... Insomma, vorresti tu impedirmi di fare delle premure?

— Oh! no, signor Priore! Anzi sarebbe carità....

— E quando si scoprisse che la sola disgrazia fosse stata cagione del tuo abbandono, sapresti tu compatire una madre, che dalla povertà e dalla sola volontà del marito fosse stata costretta a lasciarsi strappare dalle braccia la sua creatura, e che poi l’avesse pianta e desiderata sempre, e cercata con ogni premura, ma invano; finchè una combinazione dopo molti anni?....

— Ah! che cosa mi dice? Ma scusi, perchè affacciarmi queste speranze? Dopo tanto tempo, non posso credere....