— Ma prima l’essenziale. —

Questi medesimi discorsi ritornarono in ballo altre volte, perchè Cintio in cuor suo avrebbe preso che l’Anna si fosse messa alla pari di certe ragazzette sgargianti,[20] scolarine di crestaie e di sarte, vagheggiate e ganzate[21] da’ servitori e da’ padroni scapestrati. Anzi una domenica egli scansò d’andare a spasso con lei e con maestro Cecco prima di sera, perchè la ragazza non era agghindata a modo suo, ed il vecchio si manteneva sempre fedele ai calzon corti ed alle scarpe con le fibbie.[22] L’Anna se n’avvide, ne rimase afflitta, e vi fu un’ombra di dissapore; ma la n’era sempre tanto innamorata, che presto si riconciliarono; e, come suole accadere, dopo un breve adiramento, in lei almeno, si rinvigorì quell’affetto che per parte sua più grande non poteva essere. — Quando m’avrà presa, pensava tra sè, lo contenterò un pocolino sul principio, e poi, al primo figliuolo, addio grilli! Un babbo bracciante ha altro che pensare! I vestiti belli allora sono i figliuoli tenuti bene. —

Quasi tutti i venerdì, prima delle ventiquattro, la vecchia Lisabetta andava da sè sola, e come di soppiatto, verso il convento del Carmine,[23] e spesso si tratteneva fuor di casa fino a tardetto, fin dopo l’arrivo di Cintio; il quale trovando la Maria senza custodia, s’arrischiava allora a fermarsi con lei più del solito, per chiacchierare barzellettando del più e del meno. Il brio della povera tessitorina dava nel genio al parrucchiere galante, e in lei facevano breccia le falde, il cappello di felpa rasata, i guanti e le garbatezze affettate.

— Giovinottino, — la diceva sorridendo — vo’ fareste meglio a andare pe’ fatti vostri; questa non è aria per voi. La mamma ha ragione; e povera me se la capitasse qui all’improvviso!

— Vo subito via a gambe, vedete? Fo le scale in un attimo!

— Eh! lo veggo, sì; come il granchio.

— E da qui innanzi me ne vo ratto ratto senza neanche darvi la buona sera.

— Meglio così; tutto fiato risparmiato.

— E meglio sarebbe che voi vi trovaste una volta un po’ di damo anche voi. Allora chi s’è visto s’è visto.

— Oh! vo’ l’avete detta bella! I’ non vo’ cascamorti tra’ piedi.