— Sì, starò zitta. — Soggiunse allora colei strillando meno. — Dite voi; in che cosa posso servirvi?
— Dov’è Matteo? Sempre a gironi? Ha egli messo giudizio? Ho bisogno d’un lavorante. Quasi quasi mi arrischierei a metterlo in fabbrica un’altra volta.
— Dio facesse! — esclamò con fuoco; — mi sono raccomandata tanto nelle mie orazioni! volevo ben dire che vo’ ci avessi abbandonati per l’affatto, a questi lumi di luna!
— In conclusione, c’è egli?
— Ora come ora.... ve la dirò giusta giusta.... — e con voce supplichevole — gli è a caccia; ma, non dubitate....
— Con quel solito signorino? con quel protettore spiantato? Ho capito! Buon pro gli faccia! — E si voltava risoluto per andarsene.
— Per l’amor di Dio, sentite — diceva la vecchia tutta umile e addolorata, scongiurandolo a trattenersi. — Domani va lassù il prete; gli mando a dire che torni subito....
— Figliuola mia, non s’è fatto nulla; finchè Matteo farà il secutus[257] a quello sdolcinato ganimede, a quel vagabondo pieno di boria e di debiti, può girar largo. Per me, lo sapete, voglio gente che stia al sizio: i signori nei palazzi, e i braccianti a bottega.
— Ma che cosa volete ch’i’ ci faccia io, povera madre? E’ non aveva lavoro.... Quando stette con voi la prima volta stentava tanto a guadagnare....
— Perchè aveva poca voglia di durar fatica; perchè stava dietro a tutte le festicciuole.... E poi, si sa, bisogna fare il noviziato; e se avesse avuto pazienza, a quest’ora potrebbe riscuotere un buon salario. Ma se crede di passarsela meglio a baloccare il signorino, padrone, si serva....