— Oh che dite voi? figuratevi! e’ c’è andato per non disgustare la casa.... Le son persone che ci possono fare del bene....

— Sarà....

— Fate conto che qualche cosa casca sempre. Non foss’altro gli avanzi di cucina....

— Oh! su questo poi, state zitta! buona roba!... me ne ricordo.... la grazia di Dio andata male.... Sciatterìe, golaggini da far rivoltare lo stomaco.... un companatico da aver bisogno del medico e dei purganti.... Vuol esser pane, maestrina!... La si vede la bella cera della vostra nuora e della sua povera creaturina che ingojano quei veleni! Pane, pane!...

— O gli spogli?... li contate voi per nulla?

— Sciala! uno straccio di falde all’inghilese, e i pantaloni bianchi ragnati.... per far venire la voglia della giannettina e del sigaro! Vuol esser lavoro, e rivestirsi a modo suo, e non portare la livrea di nessuno. A rivederci; ho fatto tardi.

— Ohimè, vo’ siete diventato aspro davvero! Ma via!... voglio darvi la ragione; e sapete? da povera madre, gliel’ho dette anch’io queste cose. Ma noialtri, mi risponde, noialtri non possiamo fare superbia....

— Superbia! superbia! Eh, Giovann’Antonia, i’ vi compatisco io!... L’onore, dico, l’onore.... Quando s’ha un par di braccia e un mestiere alle mani, e voglia di lavorare, non è superbia se ci teniamo di campare da braccianti, ma a casa nostra, e senza strascicarci dietro agli sfaccendati per aspettare che caschi qualcosa, per aver protezione, e bisognando, esser costretti a tener di mano.... lasciarsi disonorare.... Basta, non ho più tempo da perdere. — E se n’andava pieno di dispetto.

— Oh Vergin santa! dico che avete mille ragioni;... ma io....

— Sentite — ritornando un po’ indietro e parlandole nell’orecchio. — Quando quello svenevole dicesse: «Matteo, va’, trovati una bottega; ti darò del lavoro.... te ne farò avere da’ miei amici.... Ecco, ti compro gli arnesi: mi renderai i denari a suo tempo....» Oh! allora crederò al bene ch’e’ dice di volergli; allora benedite la sua carità.... Già, me l’aspettava, sapete, questa notizia! Ma per farvi vedere ch’i’ sono sempre il maestro Jacopo di quarant’anni fa, i’ era venuto prima a cercar di lui. Ora ho fatto il mio dovere; non occorr’altro. —