La povera vecchia non aveva più parole; un nodo le serrava la gola; implorava misericordia con le mani giunte, e con le lagrime grondanti sotto le ciglia canute. Maestro Jacopo che non era un orso, abbassando il capo come per guardarsi le fibbie delle scarpe:

— Chetatevi! — disse con la voce commossa; — Giovann’Antonia, chetatevi! Ci penserò meglio; vedrò; ma non gli mandate a dir nulla.... Lasciate che si diverta, che si sfoghi. Quando ritornerà, se ne avrà voglia, ci sarà da lavorare anche per lui.... La Provvidenza mi assiste.... Sì, mandatemelo a bottega.... Po’ poi, la colpa non è tutta sua.... è traviato, e potrebbe darsi che una volta si ravvedesse. Mettiamolo daccapo alla prova.... E quella disgraziata della sua moglie, come se la passa?

— Eh! che cosa volete? — ripigliando tutto il suo animo e rasciugandosi le lacrime col grembiule. — La non si può dar pace.... E’ la fa stentare.... e così sopra parto.... Volete voi che la chiami?

— No! — con una risoluzione che sarebbe parsa crudele, se la voce non fosse venuta come un gemito dal fondo del cuore; e poi, nel pigliare la mano alla vecchia per dirle addio, le lasciò una moneta di dieci paoli![258] e, senz’altro, pigiandosi il cappello sugli occhi, andò via.

La Giovann’Antonia proferì qualche parola di ringraziamento, si fermò sulla soglia dell’uscio a guardargli dietro, e poi, quando l’ebbe visto scantonare, baciò due o tre volte quella moneta, e adagio adagio cominciò a salire le scale. — Questi sono uomini! — diceva tra se e sè. — Che sbaglio fece mia madre, Dio la perdoni, a non volermi dare a lui, perchè era nocentino![259] Nocentino o no, aveva un buon mestiere e buone intenzioni; e un cuore di Cesare! Quel che diceva, lo manteneva. Era colpa sua, poverino, se non conosceva nè babbo nè mamma? A me non importava; conoscevo lui, e tanto basta.... Mio marito, buon’anima.... uh! il cielo mi guardi dal dirne male! era una perla.... ma con tanto voler fare le cose alla grande.... ecco qui.... e’ ci ha lasciati come Tenete.[260] E quel benedetto ragazzo tirerebbe da lui! e’ si vergogna di portare il grembiule.... Vuol bazzicare i signori.... Oh! ma starò a vedere io, se questa volta lascierà l’arrosto pel fumo. Eh, eh! non sono ancora sottoterra, no, io! — E così dicendo arrivò al pianerottolo, riprese fiato, e andò a consolare la povera nuora, che pallida, a capo basso, logorata dal crepacuore, cullava il figliuolo di un padre senza giudizio; un bambino macilento, nutrito col latte del dolore, e più avvezzo a veder le lagrime che il sorriso d’una madre sventurata ridotta a patire ed a piangere per le insensatezze del marito traviato e per le insidie del protettore libertino.

I Compagnoni.

Tra la tenerezza e il rammarico di ciò che io aveva visto e saputo, mi posi dietro a due calzolaj che s’incamminavano con poca sollecitudine verso la bottega. Uno di essi aveva l’aspetto sereno ed un buon colorito, e avresti detto che andasse adagio per far piacere al compagno; il quale col viso giallo, col sigaro in bocca e gli occhi smarriti, pareva malato. — Animo! — dicevagli dolcemente l’altro, allestisci il passo, che è tardi.

— Oggi non c’è bisogno di furia, — rispose. — È lunedì. Tutti se la sbirbano.

— Oh! un bel discorso codesto! Par che sia obbligo seguire il mal esempio degli altri, sciupare il tempo, i denari e la salute perchè è lunedì. D’avanzo chi ha poco giudizio si rovina le domeniche! E tu lo sai, figliuolo. Credevo d’averti persuaso; ma si vede che per tua disgrazia non vuoi darmi retta. Guarda se quelli che si potrebbero spassare più di noi, nemmeno ci pensano! Il nostro principale s’è fatto un patrimonio, ma non smette mica di lavorare; e lavora tutti i giorni, e dalla mattina alla sera. E nella sua gioventù era un povero garzone come noialtri. E il signor Andrea che conosci anche tu, con un’entrata di dieci paoli il giorno, e poca famiglia, potrebbe darsi buon tempo.... gnornò; e’ lavora sempre! Conosco un magnano che ha una villa con tre poderi; nonostante va a bottega, e non fa vacanza nè anche le mezze feste!... — Il compagno rispose:

— Sicuro! loro hanno già fatto i quattrini; e chi più ha, più vorrebbe avere.