— Oh! — esclamai, — a proposito! E di chi è quel casamento in collina, poco distante dal vostro mulino?

— Appartiene a un certo signore....

— È abitato?

— Sicuro. Vi sta da sè il padrone.

— E che uomo è?

— Glie l’ho a dire?

— Mi fate grazia.

— È un avaraccio, ma dica avaraccio!

— Capisco. Non sarebbe stato dunque pronto come vostro padre a darmi ospitalità nemmeno con quella po’ po’ di burrasca che mi sorprese ieri per via.

— Credo di no. Anzi direi che se per caso ei l’avesse veduto avvicinarsi alla casa, avrebbe sbarrato le porte, e fatto spengere il fuoco e serrato i cani in cantina per far credere che la casa fosse disabitata.