— Sono aspettato. Ma tornerò a rivedervi.

— Mi farà grazia; e se il mio augurio valesse qualche cosa, lo farei di tutto cuore perchè la non incontrasse una giornata come quella di ieri. —

Intanto la Maria mi mesceva il caffè.

Quando l’ebbi preso, e mostrato di volermi mettere in cammino, il vecchio fece un fischio. In breve comparve uno dei suoi figliuoli.

— Se dunque l’ha bisogno di andar via, ecco qui Nanni, che l’accompagnerà fino alla strada buona. Verrei io, se non avessi bisogno di riparare al guasto del mulino.

— E non dovete privarvi dell’ajuto di Nanni. Ora è giorno, la strada la so....

— Scusi; ma il lavoro che ho da fare non è per Nanni; e la strada è mutata per cagione del ponte, portato via dalla piena. Faccia buon viaggio, e al piacere di rivederci, perchè mi ricorderò della sua promessa. —

Nanni aspettava; la Maria ringraziava me d’aver gradita la loro ospitalità: il vecchio rispondeva con affetto alle mie strette di mano. Chi avrebbe avuto l’ardire di ringraziare? E quali parole avrebbero potuto esprimere quello che io sentiva?

Andai con Nanni, rivolgendomi due o tre volte alla casipola, dove io aveva passato così bene la veglia e la notte, dove io aveva imparato a conoscere una famiglia a modo mio. L’altro figliuolo era andato lontano per non so quale faccenda. Passammo il ponte provvisorio, ed ebbi a rimanere stupito del lavoro che quei due giovinotti avevano saputo fare in poco tempo; e presto giungemmo alle falde dell’opposta collina.

Salendo quella pendice, vedemmo i grandi guasti fatti nella valle dalla pioggia e dalla piena; e appunto nell’osservare la campagna, mi dette nell’occhio il casamento misterioso, del quale non mi era più rammentato per le molte distrazioni avute nella casa del mugnajo.