Firenze, maggio 1888.

L’Editore.


LE TESSITORE

LE TESSITORE

Ai primi di Novembre del 18..., la casa di maestro Cecco muratore in via dell’Ariento era tutta sotto-sopra. La mobilia, parte nella strada e parte nel baroccio, doveva andare ad un secondo piano delle case-nuove sul Prato.[1]

Maestro Cecco, assistito da Michele e dall’Anna suoi figliuoli, sgomberava per dar luogo a’ nuovi pigionali venuti anch’essi col loro carico.

Il medesimo baratto di famiglie e di masserizie accadeva in molti luoghi del vicinato, come anche nel rimanente della città, sicchè figuratevi che via-vai, che tramenío, che casa del diavolo! I pigionali vecchi imbarazzati nello scendere dai pigionali nuovi solleciti di salire; i carretti o i barocci stracarichi di seggiole, d’arcolai, di trabiccoli inalberati alle gambe dei tavolini, si rintoppavano nei punti più stretti delle straducole: là una contesa tra gli sgomberatori; qui un tafferuglio tra il padron di casa e il pigionale minacciato del sequestro o del gravamento, e sfrattato per insolvente, ma che non vorrebbe andarsene, perchè non sa dove; qua un rammarichìo di donne per qualche attrezzo smarrito e barattato o per qualche mobile fracassato; e per tutto il polverone che acceca e la spazzatura tra’ piedi: peggio che peggio se il cattivo tempo sopraggiunge ad accrescere lo sciupìo della roba, la fretta, il parapiglia, la confusione!