— Eh figliuolo! — e gli si accostava all’orecchio perchè neanche l’aria la sentisse — I’ non ci vo per nulla laggiù, voi mi capite! sulla piazza del Carmine![58]
— Un viaggio e due servizi — diceva allora tra sè il parrucchiere pensando alla Maria lasciata sola. — E questo gli è anche un buon augurio — soggiunse forte. — E’ si vede bene che la Maria era destinata per me.
— Sicuro! quando vo’ mi dite che alle mani di maestro Cecco non c’era verso di giocare? Vecchio trullo![59] Per onestà e’ sarà un uomo da mettergli il capo in grembo. Dio l’abbia in gloria! ma se gli ha a noia il lotto, e’ mi dà in ciampanelle,[60] e’ patisce nel comprendonio. Lo vedete voi? gli è inutile confondersi, nondimeno per la povera gente non c’è altro rinfranco!... Che pretende di saperne più lui di chi l’ha inventato? Basta darci dentro e saper capire l’autore! Oio![61] a quest’altra girata s’ha a raddoppiare la posta; e i numeri ci sono, da fare un bello sdrucio, di quelli di sott’il banco; e gli ho già messi in prova.[62] Eh! v’insegnerò io il segreto per tenere la strada aperta alla fortuna. Chi la dura la vince. —
Ma Cintio allora le dava poca retta, perchè l’essenziale consisteva nel preparare l’occorrente per la merenda.
Presto, con la sua tessitorina, dalla sarta e dalla crestaia; il lavoro è di furia; i denari lì, uno sopra l’altro; dunque da parte i vestiti delle signore; e poi chi direbbe di no all’accorto e piacevole parrucchiere che sa guadagnarsi la protezione delle sue ricorrenti, che può avere ordinazioni co’ fiocchi e ordinazioni per forestiere, sempre ricche sfondate?[63]
Poi andarono sul Ponte Vecchio, entrarono in una delle botteghe più in giorno con la moda, e l’orefice penò poco ad avvedersi che si trattava d’innamorati e di quattrini vinti al lotto. La vecchia che non aveva mai visto un gruzzoletto di plurimi[64] ballanti e sonanti, facilmente si diede a credere ch’e’ fosse la miniera del monte gaio, e che prima di vederne il fondo la potesse lasciar andare la briglia a que’ due capi sventati. E se v’è un giuocatore che dopo la più meschina vincita non si figuri d’aver acciuffato pe’ capelli la fortuna, e non si creda di poter subito rinnocare,[65] e non pigli la rincorsa verso il precipizio che l’aspetta, segnatelo col carbon bianco.
Finalmente arrivò la domenica del picchinicche;[66] il tempo era bellissimo: due fiaccherre si fermarono dinanzi al marciapiede delle case-nuove. Colui che poco prima aveva paura che la sua bella dovesse far poco spicco, ebbe la soddisfazione di vederla superare in leggiadria e in lusso tutte le compagne.
Le finestre del vicinato messo a rumore erano affollate di gente per vederla salire in carrozza col suo milordino; e i cavalli a chiocchi di frusta condussero via gloriosa e trionfante la comitiva. E nella strada un bairamme:[67]
— A voi! — diceva una ragazza in un capannello di donnicciòle in sacchino e rete[68] — la l’ha trovato il verso di fare spocchia!
— Sì, che la duri! — soggiunse una donna attempata.