— Che domande! Potre’ io morir contenta senza vederlo ammogliato? — E si rasciugava una lagrima.
Allora Nanni: — Per carità, non m’addolorate con questi discorsi, se vo’ volete ch’i’ pensi alla moglie!
— Figliuolo mio! — soggiunse maestro Antonio, — le son cose di questo mondo; bisogna prepararvisi tutti. Iddio ci dà i genitori, i figliuoli, tutti gli altri beni, e ce li leva secondo la sua volontà. Quaggiù, dove noi siamo di passaggio, gli è come a dire un imprestito, per vedere se sappiamo farne buon uso. Vien poi ’l tempo d’andare a rincalzare i cavoli,[146] e chi s’è visto s’è visto. Ma per imparare a vivere, massime chi si pone nel caso di mettere al mondo dell’altre creature, credilo a me, bisogna ch’e’ conosca a puntino in che cosa consiste questa vita. E quella del saper sopportare le disgrazie, che spesso vengono all’improvviso, l’è la migliore scuola per tutti. Ma basta così: discorriamo solamente dell’Anna. L’ispirazione è buona, e più bel principio di questo non vi sarebbe. Ma a quante cose, Nanni mio, bisogna pensare! Vo’ non vi siete mai visti nè conosciuti. La ragazza, che s’è imbattuta tanto male la prima volta, poveretta, i’ la compatirei se l’andasse a rilento. La vorrà pigliare quelle cautele che la prudenza consiglia. Insomma,... la faccenda può essere scabrosa, e tu non ti devi mettere in capo di riuscirvi, se prima non ci si para davanti qualche buon fondamento.
— Davvero sai? — aggiunse la madre; — che tu non t’avessi ad accorare per un sogno di fantasia.
— V’avete ragione; e per me, come se non avessi fiatato. I’ starò al mio posto, fermo com’un piloto.[147] Fate voi, babbo; mi raccomando a voi. E quando vo’ mi direte: «Fatti conoscere; se tu piacerai alla ragazza, il parentado sarà fattibile,» io, state pur sicuro, i’ non guarderò più in là. Che la ragazza debba piacere a me non vi sarà dubbio, perchè io, lo sapete, non cerco bellezze. E poi, ancorchè l’avviatora non avesse detto che l’è sana, che l’ha un bel personale, che l’è piacente, e’ mi basterebbe d’aver saputo quel che i’ ho saputo. Non avrei altra paura che quella di non la meritare, come v’ho detto dianzi. — E andò via, perchè doveva tornare a bottega presto.
I genitori, rimasti soli, si confortarono del savio pensare del figliuolo, e poi maestro Antonio disse sottovoce alla moglie che s’era messa in qualche apprensione per le dubbiezze del progetto:
— Rincòrati, perchè tu hai da sapere intanto; questo non gliel’ho voluto dire, e non glielo dirò prima d’aver parlato con maestro Cecco; tu hai da sapere che quel buono omaccino lo conosce il nostro figliuolo; e lo conosce per un fatto, che, sta’ pur certa, non gli uscirà mai dalla mente. A te allora non volli raccontarlo per non ti metter paura. Tempo fa, maestro Cecco era meco a visitare i lavori di risarcimento a un mulino e alla pescaja. Noi due di sopra nella barca, e un bardotto[148] con la stanga a condurla; a un tratto la stanga riman confitta giù in fondo; e’ fa uno sforzo per cavarla fuori, ma invece gli scivola un piede, e dà un tuffo; intanto la barca per quell’urto rimane spinta nella corrente del callone[149] a rischio di farci precipitare nel tònfane.[150] Io afferro quell’altra stanga, ma era troppo tardi; mi trovo perso, e m’entra la tremerella per l’amico; quand’ecco Nanni accorre di sulla schiena della pescaja, afferra la barca alla punta davanti, e la leva di pericolo; e poi si butta a nuoto per dare ajuto al bardotto, che sbalordito dal tuffo non si poteva reggere tanto da arrivare alla panchina. Insomma, in un batter d’occhio e’ salvò la vita a tre persone. E poi, tu sa’ bene come gli è fatto: quando si fu rasciugato alla meglio, se ne andò zitto zitto per non avere altri ringraziamenti. Allora tra me e maestro Cecco entrammo in discorso di lui; e io, figùrati s’i’ avevo da lodarmi del nostro figliuolo! Per quella via maestro Cecco mi ragionò del suo, che davvero non fa astio a Nanni, e poi si venne alla ragazza; e ti so dir io che se la non aveva cominciato giusto allora a discorrere con quella coltrice,[151] il pateracchio[152] era bell’e fatto! Dunque che cosa te ne pare?
— Tu mi dài una gran consolazione!
— E io mi sento rinverzicolire![153] Or ora, se non ci bado, divento più infatuato di lui. L’amore, sì, l’amore e l’inclinazione devono andare innanzi a molte cose! Ma i’ mi ricordo che spesso, a tempo nostro, dicendola qui che nessuno ci sente, i parentadi si concludevano anche sulla sola riputazione de’ padri e de’ figliuoli. Ed era un buon fondamento anche quello, sai? Anzi, senza di quello non c’era amor che tenesse. E noi, se tu ti ricordi....
— Gli è vero; noi ci si discorse solamente un mese prima.