— Lasciamo stare la nascita; no’ siam tutti figliuoli dello stesso Dio. Gli è che quando si sta insieme per ajutarci l’un con l’altro, per lavorare, per essere onesti, il baco della discordia non c’entra, ve lo dico io! State a sentire d’una donna che ho conosciuto in via dell’Ariento, dove si stava di casa tempo fa! La si chiama Brigida; vedova d’un cenciajuolo. Una donna di un cuore tanto fatto, vedete!... e’ ce ne può essere poche! Basta, vi dirò solamente questo: rimasta vedova, e campucchiando alla meglio col fare i servizi, ma senza voler mai dormire in casa d’altri!... Gua’, i’ la compatisco.... l’ha caro di dormire nel su’ letto; con tutto questo, quando la vedde che una famiglia di tribolati vicino a lei s’era ridotta a non aver altro che un po’ di paglia per dormire, una sera la prese il suo caro saccone di foglie, e ratta ratta la lo portò in quel tugurio: «Animo! dormite qui sopra. Almanco vo’ starete meno sul duro. Sie, sie! vo’ me lo renderete a vostro comodo!» La l’ha ancora a riavere. Ma aspettate; la non è finita qui. Poco dopo, una sua compagna che non sapeva nulla del saccone, la va a raccomandarsi: «Meschina me! la mi’ figliuola, povera ragazza, la s’è strutta com’una candela; il medico l’ha spedita per tisica, e non vuole ch’i’ dorma più seco. E’ dice bene lui; ma e’ non considera ch’i’ non ho altro che una materassuccia di capecchio. E lui, bada a battere,[141] e vuole obbligarmi a mandarla allo spedale. Allo spedale poi non la mando davvero! piuttosto dormirò in terra.» E la Brigida: «Vi par egli? i’ vi presterò la me’ materassa.» «Eh giusto!» risponde quell’altra: «i’ non sono così indiscreta. Prestatemi ’l saccone finch’io non possa avere un lettuccio della Congregazione di San Giovambatista,[142] chè il priore spera bene.» E la Brigida: «Fate a modo mio, pigliate la materassa; i’ l’ho più caro.» «Allora poi,» rispose quell’altra,» che volete voi ch’i’ vi dica? I’ farò a modo vostro.» E così la Brigida rimase anche senza la materassa per parecchie sere, e nel cuor dell’inverno; e nessuno trapelò nulla, altro che quando la si fu ammalata. Allora qualcheduno le rese il bene che l’aveva fatto.

— E io m’appongo[143] chi glielo rese, quel bene: vostro padre.

— Oh! come se in quella strada non ci fosse stato altri che lui!

— No’ ci siamo intesi. E’ non se ne trova de’ su’ pari. So io!...

— Ma assicuratevi che della buona gente ce n’è più di quel che vo’ non credete. —

Intanto l’avviatora aveva finito di ripulire e aggiustare tutte le fila dello strigato, e se n’andò senza pensar più, almeno per quella giornata, nè agli spropositi di Cintio e della Maria, nè alle ciarle che correvano sul conto loro. Anzi, alle altre tessitore che vide dipoi, andò ripetendo invece i racconti delle carità fatte da maestro Cecco e di quelle che aveva risaputo dall’Anna.

Inoltre, avendo potuto a poco per volta raccapezzare pel su’ verso quasi tutto quel che era passato di grosso tra le due fanciulle tessitore, il tradimento della Maria, il perdono generoso dell’Anna, la sua assistenza alla vecchia anche a costo di rimetterci il corredo, e via discorrendo, ne tenne discorso per filo e per segno a una tessitora riposata, moglie d’un onesto magnano, e alla presenza del suo marito e del suo figliuolo, giovine di venticinque anni, onesto, abile nel mestiere del babbo, e già capace di fare il maestro di bottega.

Quando l’avviatora se ne fu andata pe’ fatti suoi, il giovine, che si chiamava Nanni, infiammato dalla passione per la virtù:

— Questa, s’i’ me la potessi meritare, questa — esclamò verso la madre — la sarebbe una moglie da somigliar voi!

— E sì ch’i’ conosco maestro Cecco, — rispose il padre con un sorriso di compiacenza. — Ci siamo ritrovati più volte a lavorare sulle medesime fabbriche. E di certo, alle mani di quel galantuomo di ventiquattro carati[144] i figliuoli hanno a venire su bene; sì, e’ posson portare la testa alta; i’ non stento punto a credere che l’avviatora abbia detto il vero. Nanni mio, tu sai se no’ desideriamo di vederti accompagnato meglio che sia possibile. Eccoci qui tutt’e due vicini a batter l’ultima capata.[145] La Provvidenza, grazie a Dio, ci ha assistito. I’ ti lascio una bottega bene avviata e un buon nome. Tu non avrai a sgomentarti pel campamento della famiglia; e i’ te l’ho già detto più volte di sceglierti una ragazza a tuo modo, perchè no’ siamo sicuri che tu saprai sceglier bene. Eh? che cosa ne dite voi, Maddalena?