— Vo’ la conoscete, non è vero, l’Assunta di via Gora?[128] Quella che incanna l’orsoio?[129] la moglie del ciaba?[130]

— S’i’ la conosco! da cima a fondo. Ch’ha ella fatto? Qualche sproposito? Di lei poi mi parrebbe impossibile, perchè, a dirla giusta, l’è una buona creatura.... povera sì, e dimolto, ma buona; e anche il su’ marito.... gli stanno bene insieme. Già i tribolati nelle barbe[131] che male volete voi ch’e’ ci facciano?

— Or bene; con tutta la miseria che hanno addosso, vedete? gli hanno preso per figliuola quella povera creaturina che, due mesi fa, restò senza babbo e senza mamma....

— I’ ho capito. A dire eh? O come fann’eglino a camparla, se gli hanno un dicatti[132] di mangiar pane e coltello?

— Eppure ci riescono! A forza di lavoro, tutt’e due la rimediano. L’imbroglio stava nel vestiario, perchè la piccinuccia, poveretta, era proprio nuda bruca come un vermine, senza neanche un brincelluccio[133] di camicia. Dunque, e’ non avevan mai chiesto una capocchia di spillo a nissuno; ma per amor di lei, che cosa volete! Uno spoglio da quella, un cencio da quell’altra, gli hanno trovato da rivestirla di tutto punto, e la mandano pulita, ravvìatina che la pare un giojello. E tutta roba di poveri. O andate a dire!

— Per codesto i’ n’avrei da contare anch’io delle belle! Naturale![134] Troppo sarebbe che tutti gli avessero a essere a un modo! Dianzi, che cosa credete voi? i’ ho detto per dire. Quando vedo certe cose.... basta! mi sento arrugginire, e gli metto tutti in un mazzo. Ma poi, i’ son ragionevole. Anzi bisognerebbe che vedessero, quelli che non la perdonano a nessuno, quelli che ci vorrebbero vedere sterminati, noialtri poveri, bisognerebbe che vedessero le cose ch’i’ ho visto io con quest’occhi!... Oio![135] quelle du’ maestrine che stanno in Palazzuolo![136] oh quelle sì, benedette loro, che le fanno una carità fiorita! Come? I’ non ve l’avevo mai detto? State a sentire, veh! Le son povere la su’ parte anche loro! E’ si può credere quel che le guadagnano a tenere a scuola una ventina di bambine! Chi dà sei crazie il mese, chi un giulio,[137] e gala se qualche mamma un po’ meno in miserie l’arriva fino alla lira;[138] e poi, da certe famiglie, tribolate come don Vincenzio che sonava la messa co’ tegoli, non c’è da ricavare neanche un sospiro. E per questo? O che quelle povere piccine dovrebbero rimanere nel mezzo della via? Padrone d’andare a scuola; e la stessa assistenza per tutte; e spesso e volentieri, se le v’entran digiune, le ritornano a casa satolle. Dunque, ora viene il meglio; e io lo so perchè in quella casa avvìo due telaja; queste maestrine le seppero di due signore di loro conoscenza che erano ricadute al basso....[139] il perchè, se fosse vero! volete voi ch’io lo dica?

— Che sarebbe cosa di male?

— Piuttosto! Conseguenza di poco giudizio.

— Dunque chetatevi.

— Tanto la non è certa. Ma insomma, finchè uno ha denti in bocca, non può saper quel che gli tocca, le non avevano da pagar la pigione nè da sdigiunarsi; e, meschine loro, per chi non è nato di povera gente, per tutti veh! ma per loro poi, l’andare a parar mano è cosa troppo dura. I signori, o in auge[140] o ricaduti, so com’e’ pensano; i’ n’ho praticati a barche! Sicchè, per tornare a bomba, le maestrine che cosa ti fanno? Alla meglio d’un letto le ne stampan due; una materassa per loro su quattro legnucci, e una materassa col saccone e le panchette per le signore. E poi le vanno a profferirlo, così per poco tempo, tanto che le possano provvedersi di meglio; ma il poco tempo è diventato dimolto. Intanto le maestrine a mendicar lavoro uscio a uscio per le signore, a riscoter per esse perchè le non dovessero rinchinarsi a nessuno; insomma le si riebbero da morte a vita, sapete? e le vi son sempre; e sempre le vi staranno, perchè le si vogliono un bene dell’anima. E poi si dirà che tra donne e donne non ci troviamo mai d’accordo? Lo vedete voi? Inclusive tra quelle di nascita differente!...