— Oh poveretto! E da quando in qua?
— Pochi minuti sono. Anzi, vedete, ecco il suo figliuolo che vien via, — additando Giuseppe che s’avvicinava al cancello, e aveva udito parte del colloquio.
— Il suo figliuolo? Questo qui?
— Già! Che maraviglie! Insomma volete voi andarvene? —
Giuseppe era giunto alla soglia, e usciva; e la pietosa donna lagrimando tornò indietro con lui, e gli s’accompagnò; ed egli smanioso di sapere chi fosse colei che piangeva la morte di suo padre, e che gli aveva portato la minestra, senza aspettare che la incominciasse il discorso, le domandò:
— O voi chi siete?
— Povero giovinotto! Voi figliuolo di Matteo buon’anima? proprio voi? A dire! Ah sì; ora me ne ricordo, qualche volta e’ lo diceva d’avere un figliuolo.... al militare, è egli vero?
— Ah! dunque mi rammentava qualche volta?
— Che discorsi! sicuro! e si rammaricava di non potervi vedere, di non sapere nemmeno dove cercarvi. O voi? perchè non gli avete mai mandato scritto? E chi v’ha detto che gli era malato?
— Eh! nemmeno io so scrivere.... E poi e poi!...