Pippo a questa notizia si afflisse, come se si fosse trattato del suo migliore amico, d’un suo fratello; se ne spassionò con la madre, e si propose di andar subito da sè medesimo a vedere in che stato fosse l’infermo. Alla Carolina sarebbe venuto subito lo stesso desiderio, se la lontananza e l’incertezza di trovare alloggio, chè non conveniva allora andare in casa d’Andrea, non avessero fatto ostacolo. Ma a Pippo non pareva vero che fosse venuta questa volontà a sua madre, soprattutto pensando quanto ella fosse esperta nel custodire i malati: e la stagione era buona; e il viaggio benchè lunghetto per una donna, poteva esser fatto con tutto il comodo in carrozza fino a un certo punto, e di lì in treggia[217] fino alla casa. Quanto all’alloggio, ei disse che il Priore avrebbe avuto posto per lei e per lui, e che ragionando di sua madre con quella buona gente, gli avevano, come suole, fatto più volte l’invito di condurla lassù a respirare quella buon’aria, offrendosi il Parroco d’ospitarla nella canonica, perchè vi stesse con più agio che nella casa d’un contadino. Dunque ne scrisse subito al Priore, chiedendo le nuove di Nanni, e n’ebbe immediata risposta che l’infermo non peggiorava nè migliorava, e che sarebbero stati graditi da tutti, se davvero si fossero voluti incomodare ad andarvi; e tanto più in una occasione, nella quale li conduceva piuttosto un sentimento di carità che il desiderio di ricrearsi in campagna. E su questo particolare, aggiungeva il Parroco: «Se potessimo avere la consolazione che Nanni scampasse da così grave pericolo, io credo che al suo miglioramento conferirebbe molto il vedersi attorno altre buone persone venute a visitarlo per amor suo, o il sapere almeno che si prendono tanto a cuore la sua salvezza; perchè, a parer mio, una delle grandi passioni, essendo egli molto sensibile, dev’essere quella di non sapere a qual famiglia propriamente appartenga. Povero Nanni! Anch’egli è uno di quei tanti.... Basta, m’avete capito. Una famiglia che lo ama davvero c’è; e si può dire che in certo modo sia divenuta sua; e diverrà sua addirittura s’ei sopravvive. Ma intanto la premura degli amici gli farebbe coraggio, gli accrescerebbe il sentimento della propria stima, e sarebbe un preparativo a quella maggior consolazione, che gli è riserbata dalla bontà e dalla giustizia d’Andrea, dall’amore di quella cara fanciulla della Maddalena. Io temerei che se Nanni s’è ridotto in questo lagrimevole stato per la passione di credere impossibile il suo matrimonio con la Maddalena, dovesse poi ricevere una scossa troppo forte e dannosa per l’estremo della contentezza, quando venisse a sapere che i suoi occulti desiderj potrebbero essere appieno esauditi. Mostriamogli adunque coi fatti che l’oscurità della sua nascita, invece d’umiliarlo ai nostri occhi, come farebbe a quelli di gente pregiudicata e disumana, ce lo rende anzi più caro, e accresce d’assai quella stima che le sue buone qualità gli hanno fatto meritare. Oh! il mondo vano e spensierato è per lo più ingiusto e crudele con questi infelici! Ma se ognuno sapesse quanto sentano la loro disgrazia! Io che ho esperienza di molte cose, posso attestarlo. Anche quelli, e sono comparabilmente i più, i quali hanno un’infanzia tribolatissima, e sono tenuti quali schiavi, e sono strapazzati e vilipesi a segno di perdere quasi ogni sentimento della propria dignità d’uomo e della propria sventura, anche quelli, in certi supremi istanti della misera vita che trascinano su questa terra, bevono sino al fondo del calice l’amarezza di così grande sventura! Se poi gli animi più vigorosi possono redimersi dall’abbrutimento a cui si trovano esposti che è cosa ben rara ma almeno toccata in sorte al nostro Nanni, e formarsi uno stato onorevole e godere i pochi beni che a tutti gli uomini son comuni, quella prima e irrimediabile disgrazia, crediatelo, amareggia per sempre tutte le loro contentezze. Ma, pur troppo, i più sprecano in male opere la vigoria dell’animo, quasi fossero fatalmente costretti dalla colpa o dalla sventura dei genitori che li rinnegarono a mettersi in guerra con tutti, a ricattarsi ferocemente con la società che gli accoglie male o che li respinge; e per essi con quel rancore antico, segreto, perpetuo, il ravvedimento è più difficile, i delitti paiono inevitabili. Ah! io mi scordava che scrivo una lettera e non un sermone. Compatitemi se la mestizia di questi pensieri m’ha levato di strada. Fate prudente uso delle notizie che vi ho dato, come ad amico della famiglia d’Andrea, di Nanni e mio. E, con questa qualità o senza, venite pure da me con vostra madre, che sarete ambedue padroni della mia casa, e accolti con tutto l’amore ec.»

Se vi fosse stato bisogno di sprone a sollecitare la partenza di Pippo, questa lettera sarebbe giunta opportuna, e accresceva in lui l’affetto per Nanni disvelandogli sul conto suo altre circostanze alle quali nemmeno per sogno aveva pensato. Quindi non indugiò a mostrare la lettera a sua madre, considerando che anch’ella vi avrebbe trovato maggiore incentivo ad accompagnarlo. Ma e’ non sapeva che a lei quelle notizie avrebbero fatto ben maggiore impressione! che anch’ella aveva un segreto! E poco mancò che nel sentirla leggere, la meschina non si tradisse. Pippo teneva gli occhi sul foglio, e non potè scorgere il volto della madre ora impallidire ora accendersi di rossore, e le lagrime scorrere in abbondanza lungo le gote, e un fremito convulso assalirle tutta la persona. Dopo la lettura s’allontanò da lui con un pretesto, dicendogli a fatica: — Sì, andiamo subito, — e si ritirò a dare sfogo in segreto a quei sentimenti che la facevano spasimare. — Colpa o sventura! — pensava ella. — Ah! io non ho colpa, io non ho rinnegato il mio figliuolo. Ma sì! forse mi lasciai troppo intimorire dalla collera di quell’uomo.... E poi non avrò fatto bastanti ricerche.... E nell’amore per Pippo avrò dimenticato qualche volta quell’altro.... Mio Dio! Non potrò rimediare mai a questa colpa!... Avrò sempre questi rimorsi atroci!... E doverli nascondere!... Che vita è la mia? Io sarò sempre infelice! — Così alla povera Carolina, che era martoriata continuamente da quel gran dolore, più che mai crebbe l’affanno dopo aver udito la digressione della lettera del Parroco. Ma nello stesso tempo era divenuta più impaziente di Pippo per fare quella visita; e si figurava che amando e assistendo Nanni dovesse cavarne qualche po’ di consolazione, come se in parte espiasse una colpa, benchè non sua; e si raccomandava a Dio che il giovine guarisse, e immaginando gli anni che aver poteva, le tornavano tutte le antiche speranze, e s’affidava in una combinazione fortunata. Poi rifletteva alla rarità di simili combinazioni, si ricordava che gli amministratori dell’ospizio non sapendo più che cosa rispondere alle sue premurose indagini, le avevano fatto credere che quella creatura fosse morta, e vedeva dileguarsi ogni speranza; e in questa vicenda di dolori certi e di speranze fragilissime, il suo tormento era sempre maggiore.

Pippo aveva già trovato la vettura, e dopo pochi e lesti preparativi, condusse a buon viaggio sua madre fino alla casa del Priore che gli aspettava, e che andò a incontrarli con lieto volto. — Buone nuove, — esclamò subito, salutando affettuosamente la Carolina e il pittore, — buone nuove! Nanni sta un poco meglio, e si spera che guarirà presto: fin da ieri sera il medico annunziò che gli pareva ormai fuori di pericolo. Andrea vi aspetta; Nanni ha udito dire della vostra visita, e se ne è rallegrato; ora gli possiamo parlare; capisce tutto, risponde a tono, e sembra tranquillo. Voi siete arrivati in buon punto. —

Così entrarono in casa del venerando loro ospite tutti consolati non solo per la buona notizia, ma ancora per l’accoglienza sinceramente amorevole che venne lor fatta. La famiglia d’Andrea e Nanni furono avvisati e lietissimi del loro arrivo; e dopo che la Carolina si fu alquanto ristorata dal viaggio, andò col Priore e con Pippo alla casa d’Andrea. Nanni s’era svegliato di poco da un sonno placido e più lungo del consueto; la massaia e la Maddalena vegliavano al suo capezzale. Il capoccia si mosse a incontrare i sopraggiunti, si rallegrò della loro venuta, e andò in camera insieme col Parroco, per farlo sapere alle donne e al malato. Nel mentre che queste, a un cenno d’Andrea uscirono per salutare la Carolina e il figliuolo, il Parroco s’accostò a Nanni, e gli disse: — Il pittore ha mantenuto la sua promessa, e ha condotto seco un’altra persona.

— Ah! forse sua madre — soggiunse subito Nanni, con quel suo solito sorriso a fior di labbra, misto di malinconia e di dolcezza.

— Appunto; e gradirebbero di vederti, di rallegrarsi teco del tuo miglioramento....

— È una carità; ma io....

— Se tu li gradisci....

— Eccòme!

— Tu non devi peraltro metterti in soggezione. Ormai sono amici di casa; hanno approfittato del bel tempo e della buona stagione per prendere una boccata d’aria; e poi la madre di quel giovine ti vuole un gran bene senza conoscerti, perchè sa che tu salvasti la vita....